Isfort: auto oltre il 60% degli spostamenti, trasporto pubblico sotto il 10%. Indice di mobilità sostenibile fermo al 34%, come nel 2000.
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Gli italiani dichiarano di voler usare di più bici, monopattini e mezzi pubblici, ma nei fatti continuano a spostarsi quasi sempre in auto, anche per tragitti molto brevi. È il quadro che emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, dedicate a “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani” e presentate alla prima giornata di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.
Auto ancora protagonista degli spostamenti quotidiani
Dallo studio di Isfort – istituto di ricerca che analizza da anni i comportamenti di mobilità nel nostro Paese – emerge come l’automobile resti saldamente il mezzo dominante.
Nel Sud Italia, nel 2025 il 65% degli spostamenti è avvenuto in auto. La quota cresce ulteriormente nei piccoli comuni sull’intero territorio nazionale, dove l’automobile arriva a sfiorare il 75% degli spostamenti.
Guardando al totale, l’auto ha continuato a rappresentare oltre il 60% degli spostamenti complessivi degli italiani, mentre il trasporto pubblico – che comprende autobus, tram, metro e treni locali – è rimasto sotto il 10%.
Cos’è l’Indice di mobilità sostenibile e perché il dato preoccupa
Il rapporto Isfort utilizza un indicatore specifico, l’Indice di mobilità sostenibile (Ims). Si tratta di una misura che sintetizza la quota di spostamenti effettuati con mezzi ritenuti più sostenibili rispetto all’auto privata: quindi spostamenti a piedi, con micromobilità (biciclette, monopattini e altri mezzi leggeri) e con trasporto pubblico.
Per il 2025, l’Ims si attesta al 34%. Il dato, di per sé, significa che circa un terzo degli spostamenti degli italiani avviene con forme di mobilità considerate più sostenibili dell’auto privata.
Il punto critico è però il confronto nel tempo. Secondo l’analisi, questo valore è “sostanzialmente uguale” a quello registrato nel 2000, a conferma che “in 25 anni il livello complessivo di sostenibilità della mobilità degli italiani non ha compiuto significativi passi avanti“.
In altre parole, nonostante il dibattito sulla transizione ecologica, la crescita dell’offerta di monopattini e biciclette e l’attenzione alla qualità dell’aria nelle città, la quota di spostamenti sostenibili è rimasta ferma per un quarto di secolo.
Spostamenti brevi, ma spesso ancora in automobile
Un altro elemento chiave dello studio riguarda la struttura degli spostamenti quotidiani, cruciale per valutare il potenziale reale della mobilità sostenibile.
Secondo l’Osservatorio Audimob, oltre l’80% dei viaggi effettuati dagli italiani si svolge entro un raggio di 10 chilometri e l’85% ha una durata inferiore ai 30 minuti. Si tratta quindi, nella grande maggioranza dei casi, di tragitti corti o medi, spesso compatibili – almeno in teoria – con l’uso di bici, monopattini o del trasporto pubblico locale.
Nonostante questo, nel 2025 ben il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri è stato comunque effettuato in automobile. In pratica, più di un quarto dei percorsi davvero brevi – che sarebbero potenzialmente percorribili a piedi o in bicicletta – continua a essere coperto con l’auto privata.
Propensione al cambiamento: cosa dicono gli italiani
Accanto alla fotografia dei comportamenti effettivi, Isfort ha misurato anche le intenzioni dichiarate dagli italiani, ovvero la loro disponibilità a modificare le abitudini di mobilità.
Per quanto riguarda l’automobile, il 23,8% del campione ha dichiarato di voler ridurre l’uso dell’auto, contro il 12,9% che invece vorrebbe aumentarlo. Il saldo tra chi vuole diminuire e chi vuole incrementare l’utilizzo del mezzo privato è quindi potenzialmente favorevole a una maggiore sostenibilità.
Ancora più netta la tendenza sul trasporto pubblico: il 36,3% degli intervistati vorrebbe usarlo di più, mentre solo il 9% dichiara l’intenzione di ridurne l’impiego. Un dato che, se tradotto in comportamenti reali, potrebbe avere un impatto significativo su traffico, emissioni e congestionamento delle aree urbane.
Molto elevata anche la disponibilità a incrementare l’uso della bicicletta: il 38,2% del campione afferma di volerla utilizzare di più. La bicicletta rientra a pieno titolo tra gli strumenti di micromobilità, cioè quei mezzi leggeri individuali – tradizionali o elettrici – che possono ridurre l’uso dell’auto su percorsi brevi e contribuire a decongestionare le città.
Come funziona l’Osservatorio Audimob di Isfort
L’Osservatorio Audimob è costruito su una indagine campionaria annuale che analizza la mobilità della popolazione italiana residente tra i 14 e gli 84 anni. La rilevazione avviene attraverso interviste telefoniche e via computer, un approccio misto che consente di coprire fasce diverse di popolazione e aree geografiche eterogenee.
Nel 2025 sono stati intervistati complessivamente 16.557 individui. Su questa base statistica vengono calcolati sia gli indicatori di utilizzo dei diversi mezzi di trasporto, sia le preferenze e le intenzioni dichiarate in merito ai futuri comportamenti di mobilità.
Per lettori e operatori economici, questi dati rappresentano una bussola per capire in che direzione si stanno muovendo le abitudini di spostamento degli italiani, quanto spazio reale abbia la mobilità sostenibile e quali siano i margini – ancora ampi – per politiche e investimenti infrastrutturali che favoriscano alternative all’auto privata.
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