In un anno i costi della Asl crescono di oltre 100 milioni. Pesano personale, farmaci, mobilità sanitaria e prestazioni acquistate dai privati. Il “caso Siena”
C’è anche Siena al centro dei numeri del bilancio 2025 dell’Asl Toscana Sud Est, che si chiude con una perdita di oltre 94 milioni di euro. E c’è soprattutto un dato che, letto senza spiegazioni, potrebbe risultare fuorviante: dei quasi 317 milioni di mobilità passiva dell’azienda sanitaria, ben 162,9 milioni riguardano prestazioni erogate dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.
Non significa, però, che i pazienti della Sud Est “fuggano” verso Siena. Una parte consistente di quei 162,9 milioni è legata alla stessa organizzazione della sanità dell’Area vasta. L’Aou Senese, pur trovandosi nel territorio dell’Asl Sud Est, è infatti un’azienda autonoma e rappresenta il polo ospedaliero di riferimento per le prestazioni di maggiore complessità e alta specializzazione.
In altre parole, per alcune patologie, interventi ed emergenze è il sistema sanitario stesso a prevedere che i pazienti di Grosseto, Arezzo e degli altri territori della Sud Est vengano indirizzati alle Scotte, dove sono concentrate professionalità e tecnologie che non possono essere presenti in ogni ospedale. È il caso, ad esempio, di alcune emergenze neurologiche e dei trattamenti più complessi.
Per questo i 162,9 milioni contabilizzati come mobilità passiva verso l’Aou Senese non possono essere letti semplicemente come pazienti che scelgono di abbandonare gli ospedali della propria provincia: in larga parte rappresentano il costo del ruolo sovraprovinciale e di alta specializzazione che Siena svolge per tutta l’Area vasta Sud Est.
È partendo anche da questa particolarità senese che devono essere letti i conti dell’Asl Toscana Sud Est, ricostruiti in un’approfondita analisi pubblicata da Maremma Oggi. Conti che restano comunque pesanti: la perdita raggiunge 94.172.341 euro, quasi 28 milioni in più rispetto ai 66,4 milioni del 2024.
Il preventivo era in pareggio, i costi crescono di 100 milioni
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con le previsioni. Il preventivo 2025 era stato costruito sostanzialmente in pareggio, mentre a consuntivo il rosso supera i 94 milioni.
E non è accaduto principalmente perché siano mancati i ricavi. Il valore della produzione è risultato superiore di circa 59 milioni rispetto al preventivo, ma contemporaneamente i costi hanno superato le previsioni di oltre 141 milioni di euro.
Il confronto con il 2024 restituisce la dimensione del fenomeno. I costi della produzione sono passati da circa 2 miliardi e 16 milioni a 2 miliardi e 117 milioni, quasi 100,5 milioni in più in dodici mesi.
A pesare sono soprattutto i servizi sanitari, cresciuti di circa 54,9 milioni, gli acquisti di beni per altri 21,4 milioni, il personale per 13,4 milioni e le manutenzioni per 6,4 milioni.
Personale: 13 milioni in più con 24 dipendenti aggiuntivi
Uno dei capitoli più significativi riguarda il personale. Alla fine del 2025 i dipendenti dell’Asl erano 9.531, contro i 9.507 dell’anno precedente: l’aumento netto è quindi di appena 24 persone.
Il costo del personale dipendente, però, è arrivato a 543,6 milioni di euro, circa 13,4 milioni in più. Una parte consistente dell’aumento deriva dai rinnovi contrattuali: circa 3,8 milioni per le aree dirigenziali e 8,8 milioni per il comparto.
Resta inoltre il problema della difficoltà nel reperire alcune figure professionali, che porta l’azienda a ricorrere alle prestazioni aggiuntive. Queste raggiungono circa 19,2 milioni.
Complessivamente consulenze, collaborazioni, lavoro interinale e altre prestazioni sanitarie e sociosanitarie arrivano a 34,9 milioni, contro i 31,2 milioni dell’anno precedente.
Ferie non godute, il valore arriva a 42,5 milioni
Tra le pieghe del bilancio emerge anche un altro numero significativo: il valore stimato delle ferie accumulate e non godute dal personale raggiunge circa 42,5 milioni di euro, comprensivi di oneri e Irap.
Non significa che l’Asl debba corrispondere questa cifra ai dipendenti. Si tratta di una quantificazione della potenziale passività, anche perché nel pubblico impiego la monetizzazione delle ferie è consentita soltanto in determinate circostanze.
Il Collegio sindacale richiama comunque l’azienda sulla necessità di programmare la fruizione delle ferie e monitorare gli accumuli eccessivi. Un dato che può essere letto anche come indicatore della pressione alla quale sono sottoposte alcune strutture.
La farmaceutica sfiora i 340 milioni
Un’altra delle grandi voci di spesa è quella farmaceutica. Il costo complessivo arriva a circa 339,7 milioni di euro.
Gli acquisti diretti di medicinali aumentano di oltre 12 milioni, mentre una crescita particolarmente rilevante riguarda i farmaci destinati alle malattie rare, che passano da circa 22,2 a 34,1 milioni, con un incremento superiore al 50%.
L’azienda indica questi costi come sostanzialmente non comprimibili, perché legati all’arrivo di nuove terapie e alla crescita del numero dei pazienti trattati.
Aumentano anche le prestazioni acquistate dai privati
Cresce contemporaneamente il ricorso alle strutture private accreditate. Per la sola assistenza ospedaliera la spesa passa da 10,8 milioni nel 2024 a 16,6 milioni nel 2025, con un aumento superiore al 53%.
Una parte dell’incremento è collegata ai budget messi a disposizione dalla Regione Toscana per acquistare prestazioni dagli operatori accreditati con l’obiettivo di abbattere le liste d’attesa.
Resta comunque il dato economico: in un solo anno l’assistenza ospedaliera acquistata dai privati aumenta di oltre la metà.
Fuori dalla Toscana 15 milioni in più
Se la mobilità verso Siena deve essere letta alla luce del ruolo delle Scotte, diverso è il dato della mobilità extraregionale.
Nel 2024 valeva circa 61 milioni di euro. Nel 2025 sale a 76,6 milioni, oltre 15 milioni in più in dodici mesi. Quasi tutto l’aumento riguarda l’assistenza ospedaliera fuori Toscana, che passa da circa 44,3 a 59,2 milioni.
È probabilmente uno dei dati che meriterebbero un ulteriore approfondimento, anche provincia per provincia, per capire quali prestazioni portino sempre più cittadini della Sud Est a curarsi fuori dalla Toscana.
Manutenzioni a 51,5 milioni
Crescono anche i costi necessari per mantenere ospedali, strutture territoriali, impianti e apparecchiature. Nel 2025 le manutenzioni arrivano a circa 51,5 milioni, contro i 45,2 milioni del 2024: 6,4 milioni in più.
La manutenzione dei fabbricati sale da 13,4 a 16,8 milioni, mentre aumentano anche gli interventi su impianti, macchinari e attrezzature sanitarie.
Via libera a un nuovo mutuo da 21,3 milioni
La Regione Toscana ha inoltre autorizzato l’Asl Sud Est ad accendere un mutuo fino a 21,3 milioni di euro, a tasso fisso e con durata massima di dieci anni.
Il finanziamento è destinato agli investimenti definiti indifferibili e urgenti, necessari a garantire sicurezza e continuità dei livelli essenziali di assistenza.
L’operazione consentirebbe anche di non utilizzare per una parte degli investimenti risorse del conto economico dell’azienda, che potrebbero così rimanere disponibili per la gestione ordinaria.
L’Asl, tuttavia, ha già un debito residuo relativo ai mutui accesi negli anni precedenti pari a 44,73 milioni di euro. Se il nuovo finanziamento sarà sottoscritto, l’indebitamento tornerà dunque a crescere.
I debiti complessivi salgono a 766 milioni
Nel 2025 aumentano anche i debiti complessivi iscritti nello stato patrimoniale, passando da 714,9 a quasi 766 milioni di euro, con una crescita di circa 51 milioni.
Anche in questo caso il numero deve essere interpretato. I debiti verso i fornitori rimangono sostanzialmente stabili, intorno ai 191 milioni. A crescere sono soprattutto quelli nei confronti della Regione Toscana, passati da circa 296,4 a 348,6 milioni e legati in larghissima parte alle poste relative alla mobilità sanitaria.
Non siamo quindi di fronte a 51 milioni di nuove fatture che l’Asl non riesce a pagare.
Nel corso del 2025 risultano comunque 215,3 milioni di euro di pagamenti commerciali effettuati oltre la scadenza. L’indice annuale di tempestività dei pagamenti è però pari a -11,56 giorni: il segno negativo indica che, considerando complessivamente importi e tempi, mediamente l’azienda paga prima della scadenza.
In cassa 45,6 milioni
Un altro dato aiuta a distinguere la perdita economica dalla situazione finanziaria. Alla fine del 2024 l’Asl disponeva di appena 5,3 milioni di liquidità. Un anno dopo la cifra è salita a 45,6 milioni di euro.
L’azienda chiude quindi con una perdita economica di 94 milioni ma, contemporaneamente, aumenta la propria liquidità. Non è una contraddizione: il conto economico registra ricavi e costi di competenza dell’anno, mentre la cassa fotografa il denaro effettivamente disponibile in un determinato momento.
La Regione copre la perdita
Alla fine, dunque, chi coprirà i 94,17 milioni di perdita? La Regione Toscana.
Il piano di ripiano prevede circa 3,4 milioni recuperati attraverso poste relative agli investimenti precedentemente finanziati con risorse di conto esercizio e altri 9,35 milioni provenienti dal Fondo per la non autosufficienza.
Restano circa 82,4 milioni di euro, coperti attraverso le risorse regionali destinate al ripiano.
Il Collegio sindacale, inoltre, ha espresso parere favorevole al bilancio e non ha segnalato irregolarità contabili tali da impedirne l’approvazione. La perdita, dunque, non equivale a 94 milioni “spariti”, ma resta il segnale di un forte squilibrio tra l’andamento dei costi e quello dei ricavi.
Per ridurre i costi vanno diminuiti i livelli di assistenza
Ed è questo il nodo che rimane sul tavolo. La stessa Asl sostiene che non ci sarebbero ulteriori margini significativi per ridurre i costi senza incidere sui livelli di assistenza. La Regione copre il rosso e autorizza nuovi investimenti, ma in dodici mesi la spesa è cresciuta di circa 100 milioni.
La domanda, a questo punto, riguarda soprattutto il futuro: quanto è sostenibile l’attuale organizzazione della sanità pubblica dell’Area vasta Sud Est e per quanto tempo il sistema potrà continuare a registrare disavanzi di queste dimensioni?
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