Nato dall’esperienza personale di una persona con disabilità, il progetto digitale parte dalla Sardegna con l’obiettivo di aiutare cittadini e famiglie a capire quali diritti, prestazioni e servizi possono riguardarli. Dal check-up personalizzato alle scadenze, fino ai servizi sanitari sul territorio: l’idea è trasformare norme e circolari in informazioni utilizzabili nella vita quotidiana.
Il diritto può essere scritto in una legge, previsto da una circolare dell’INPS o finanziato da una misura regionale. Ma tra avere un diritto e sapere di averlo può esserci una distanza enorme.
È precisamente dentro questa distanza che prova a inserirsi BussolaDiritti, piattaforma digitale nata in Sardegna per orientare persone con disabilità, caregiver e famiglie tra invalidità civile, Legge 104, prestazioni economiche, agevolazioni, sanità e servizi territoriali.
Il problema da cui parte il progetto è semplice da descrivere e molto meno semplice da risolvere: le informazioni esistono, ma sono spesso distribuite tra siti istituzionali differenti, norme, circolari, amministrazioni e uffici. Per chi affronta contemporaneamente una disabilità, una malattia o il carico assistenziale di un familiare, capire cosa chiedere, a chi rivolgersi e quali scadenze rispettare può diventare un secondo lavoro.
«I diritti ci sono, ma sono nascosti in un labirinto»
L’idea di BussolaDiritti non nasce in una software house, ma dall’esperienza personale del suo fondatore, che racconta di avere un’invalidità riconosciuta al 100% e il riconoscimento della condizione di gravità previsto dall’articolo 3, comma 3, della Legge 104. Sua moglie è caregiver.
«Negli anni ho vissuto sulla mia pelle il paradosso del nostro sistema di welfare: lo Stato ti riconosce dei diritti sulla carta, ma la burocrazia li nasconde in un labirinto di siti incomprensibili, circolari e uffici frammentati», racconta Davide Fiume.
Da qui l’idea di costruire uno strumento capace non tanto di aggiungere altre informazioni a quelle già disponibili, quanto di organizzarle intorno alle esigenze concrete della persona.
Il principio è evidente già dalla homepage di BussolaDiritti: invece di partire dall’ente o dalla singola normativa, il portale organizza i contenuti in grandi aree della vita quotidiana- invalidità e disabilità, pensioni, famiglia, salute, lavoro e casa- e propone un “check-up” gratuito di dieci domande per orientare l’utente tra prestazioni, bonus ed esenzioni.
Un progetto di civic tech costruito anche con l’intelligenza artificiale
C’è poi un secondo elemento interessante nella storia del progetto: il modo in cui è stato sviluppato.
BussolaDiritti è, almeno per ora, un progetto individuale. Il fondatore lo definisce un’iniziativa di civic tech, cioè tecnologia messa al servizio dei cittadini, sviluppata mettendo insieme circa vent’anni di esperienza informatica e un uso esteso di strumenti di intelligenza artificiale per il codice e l’architettura tecnica.
L’idea, spiega, è stata pensata e abbozzata per circa un anno e mezzo prima di essere concretamente sviluppata nel 2026.
«Ho passato notti e giorni interi per correggere, fare e rifare il codice principale, ovviamente aiutato dall’AI», racconta. Per Davide, l’esperienza dimostra anche un altro possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale: abbassare la barriera tecnica necessaria per costruire servizi digitali complessi.
L’AI, tuttavia, è anche uno dei punti sui quali un servizio che tratta materie delicate deve garantire particolare trasparenza. Sul portale è presente infatti una sezione dedicata alla trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, mentre il sito dichiara che le informazioni vengono ricondotte a fonti istituzionali e che, quando un dato non è disponibile dalla fonte ufficiale, viene segnalato come tale.
Dal check-up dei diritti al fascicolo personale
BussolaDiritti cerca di andare oltre il modello tradizionale del sito composto soltanto da guide e articoli.
Il punto di ingresso è il Check-up dei diritti, un questionario che serve a orientare la persona tra prestazioni, bonus ed esenzioni potenzialmente pertinenti alla propria situazione. A questo si affiancano strumenti di calcolo e sezioni dedicate alle diverse aree del welfare.
Il portale dispone inoltre di un catalogo delle condizioni di disabilità e invalidità, con schede che raccolgono benefici, fasce di invalidità, riferimenti normativi e documentazione. Al momento della nostra verifica, il catalogo dichiarava 109 condizioni censite.
Nell’area personale, secondo quanto spiega il fondatore, l’utente può inoltre conservare informazioni e documenti e impostare scadenze, con avvisi pensati per evitare di dimenticare revisioni e adempimenti amministrativi.
È proprio quello delle scadenze, racconta, uno dei problemi che stanno emergendo maggiormente dai primi utenti, insieme a una confusione molto diffusa: quella tra invalidità civile e Legge 104, due riconoscimenti differenti che nel linguaggio comune vengono ancora spesso sovrapposti.
Sanità, lavoro e servizi: la sperimentazione parte dalla Sardegna
La dimensione territoriale è uno degli aspetti più ambiziosi del progetto. BussolaDiritti è attualmente in fase pilota in Sardegna e prova a raccogliere nello stesso ambiente digitale non soltanto informazioni sui diritti nazionali, ma anche servizi utilizzabili concretamente sul territorio.
Il portale presenta, tra le altre cose, sezioni dedicate a ospedali e Pronto Soccorso della Sardegna, modulistica, lavoro e collocamento mirato, bonus e sostegni economici. La piattaforma dispone anche di un archivio di pronunce giudiziarie riguardanti temi come accompagnamento, permessi della Legge 104, sostegno scolastico, barriere architettoniche e liste d’attesa.
L’aggiornamento del progetto appare particolarmente serrato: il changelog pubblico della piattaforma registra nei primi giorni di settembre 2026 interventi su calcolatore dell’invalidità, Legge 162 della Sardegna, ospedali, Pronto Soccorso, bonus, area personale e altri servizi.
Tra le funzionalità indicate dal fondatore ci sono inoltre farmacie di turno, guardia medica, commissioni mediche, servizi sociali territoriali, trasporti accessibili, strumenti per il curriculum, modelli per il Terzo settore e guide sulle tutele.
Particolare attenzione viene dichiarata anche sul fronte dell’accessibilità, con strumenti di lettura, dettatura vocale, alto contrasto e video-guide in LIS.
Il nodo decisivo: l’affidabilità delle informazioni
Quando una piattaforma suggerisce a una persona quali prestazioni potrebbero riguardarla, l’affidabilità diventa inevitabilmente il punto centrale.
Il fondatore sostiene che BussolaDiritti non debba trasformarsi né in un medico né in un avvocato digitale: «L’algoritmo non inventa nulla: applica la legge ai dati inseriti».
Sul sito questa impostazione viene esplicitata in più punti. BussolaDiritti si definisce un progetto informativo indipendente che raccoglie e organizza informazioni provenienti da fonti pubbliche e ufficiali e precisa di non essere un ente pubblico, di non essere affiliato all’INPS e di non erogare consulenza legale, fiscale o medica.
Tra le fonti indicate dal portale figurano INPS, Ministero della Salute, Regione Sardegna, Gazzetta Ufficiale e Normattiva. Il sito dichiara inoltre che requisiti e importi sono tracciati alla relativa fonte istituzionale e sottoposti ad aggiornamento.
Una distinzione importante: BussolaDiritti può quindi essere considerato uno strumento di orientamento, non l’ente che riconosce il diritto e neppure un sostituto del professionista o dell’amministrazione competente.
La questione dei dati sensibili
C’è poi il tema della privacy, particolarmente delicato perché alcune funzionalità possono coinvolgere informazioni relative alla salute.
Il fondatore afferma che il trattamento avviene con consenso esplicito, senza cessione dei dati a terzi o profilazione commerciale, e che l’utente può eliminare definitivamente il proprio account.
Sul punto è possibile verificare almeno una parte di queste dichiarazioni direttamente nelle condizioni pubblicate dalla piattaforma: la registrazione viene indicata come gratuita e volontaria e il portale dichiara che l’utente può cancellare autonomamente l’account, con eliminazione di profilo, documenti del fascicolo e notifiche associate.
Per un progetto che aspira a crescere, sicurezza, protezione dei dati e verifica costante delle informazioni saranno inevitabilmente tra i banchi di prova più importanti.
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