Lloyd’s in crescita nel primo semestre 2026, ma il mercato soft riduce i margini tecnici Assinews.it


I Lloyd’s archiviano il primo semestre 2026 con premi in crescita, un combined ratio ancora molto favorevole e una posizione di solvibilità robusta. Tuttavia, i dati confermano che anche il mercato londinese sta entrando in una fase più competitiva: la riduzione dei tassi corretti per il rischio e il lieve incremento dei costi stanno determinando un peggioramento dell’underlying combined ratio. Il marketplace specializzato in assicurazione e riassicurazione ha registrato nei primi sei mesi del 2026 premi lordi contabilizzati per 34,7 miliardi di sterline, in crescita del 6,9% rispetto ai 32,5 miliardi del primo semestre 2025. L’aumento è stato sostenuto soprattutto dall’espansione dei volumi, pari al 15,8%, generata sia dai sindacati già operativi sia dalle nuove capacità entrate nel mercato.

La crescita dei premi non segnala necessariamente un irrigidimento del mercato. Al contrario, Lloyd’s evidenzia un contesto di progressiva pressione competitiva sui prezzi: i tassi corretti per il rischio sono diminuiti e l’underlying combined ratio, cioè l’indicatore tecnico depurato dagli effetti dei grandi sinistri e dallo sviluppo delle riserve degli esercizi precedenti, è salito all’84% dall’82,1% del primo semestre 2025.

Il dato resta ampiamente sotto il 100% e descrive quindi una redditività tecnica di base ancora solida. Il suo deterioramento, però, è significativo sotto il profilo ciclico: segnala che, per mantenere la crescita, il mercato sta operando in condizioni di prezzo meno favorevoli rispetto a un anno prima.Il confronto tra combined ratio e underlying combined ratio mostra chiaramente la dinamica del semestre. Il combined ratio complessivo è migliorato al 90,8%, dal 92,5% del primo semestre 2025, grazie soprattutto a una minore incidenza dei grandi sinistri. Al tempo stesso, il peggioramento della componente “underlying” segnala un margine tecnico ordinario meno generoso, coerente con l’ammorbidimento delle condizioni di mercato.

Il risultato tecnico di Lloyd’s è stato favorito da un’incidenza dei grandi sinistri sensibilmente inferiore rispetto all’anno precedente. Il relativo loss ratio è sceso al 6,8% dal 10,4% del primo semestre 2025, riflettendo un livello comparativamente più contenuto di perdite catastrofali e di grandi eventi.

Un ulteriore contributo è arrivato dagli sviluppi favorevoli delle riserve. I rilasci relativi agli esercizi precedenti hanno apportato 3,5 punti percentuali al combined ratio, rispetto ai 2 punti del periodo comparabile. Lloyd’s attribuisce il risultato a movimenti positivi in diverse classi di business, parzialmente attenuati dal rafforzamento delle riserve connesso al sinistro del Baltimore Bridge e all’aggiornamento delle stime relative alla guerra in Ucraina.

Il miglioramento del combined ratio non deve quindi essere letto come un puro effetto della qualità dell’underwriting corrente. Una parte importante del risultato deriva dalla minore sinistrosità di punta e dai favorevoli sviluppi delle riserve. È proprio questo elemento a rendere particolarmente rilevante il deterioramento dell’underlying ratio: la redditività tecnica strutturale resta positiva, ma comincia a risentire delle minori tariffe risk-adjusted.

Sul fronte dei costi, l’expense ratio è salito dal 35,8% al 36,4%. L’incremento è ricondotto a maggiori costi di acquisizione e a commissioni più elevate, legate alla maggiore profittabilità degli affari. Anche questo indicatore richiama l’esigenza di monitorare la tenuta del margine netto in una fase nella quale il premio può crescere più rapidamente della redditività unitaria.

L’utile ante imposte si è attestato a 3,5 miliardi di sterline, in calo rispetto ai 4,2 miliardi del primo semestre 2025. Il calo non deriva da un peggioramento dell’underwriting, che ha invece prodotto un risultato di 1,9 miliardi contro 1,5 miliardi dell’anno precedente, ma dalla contrazione della performance degli investimenti.

Il rendimento finanziario è stato pari a 1,8 miliardi di sterline, ovvero all’1,6%, contro 3,2 miliardi e 3,1% nel primo semestre 2025. Lloyd’s spiega che il risultato ha beneficiato di reddito corrente e utili realizzati, ma è stato penalizzato da perdite non realizzate sui titoli a reddito fisso, conseguenti all’allargamento dei rendimenti nel periodo.

Le tensioni geopolitiche e le pressioni inflazionistiche hanno esercitato pressione al ribasso sui prezzi delle obbligazioni. I mercati azionari hanno invece fornito una compensazione solo parziale. Il marketplace sottolinea che il portafoglio conserva un’impostazione prudente, focalizzata su asset di elevata qualità, conservazione del capitale e liquidità.

Al 30 giugno 2026, Lloyd’s disponeva di capitale complessivo, riserve e prestiti subordinati per 48,4 miliardi di sterline, rispetto ai 49,8 miliardi di fine 2025. La flessione riflette il fatto che la generazione organica di capitale nel semestre è stata compensata dalla restituzione di capitale ai membri, favorita dalla forte performance dell’anno di sottoscrizione in chiusura.

La posizione di solvibilità resta comunque molto robusta: il central solvency ratio è salito al 503%, dal 496% di fine 2025; il market-wide solvency ratio è rimasto sostanzialmente stabile al 199%, rispetto al 200% di fine 2025;

Patrick Tiernan, chief executive officer di Lloyd’s, ha definito “solidi” i risultati aggregati dei sindacati nei sei mesi chiusi al 30 giugno, ricordando tuttavia che buona performance e alta rischiosità non sono elementi incompatibili. La chiave per preservare la sovraperformance e la qualità degli utili resta quindi nell’equilibrio tra disciplina sottoscrittiva e innovazione. Ha inoltre confermato di essere in linea con la guidance annuale comunicata a marzo. La strategia punta a valorizzare i quattro tradizionali fattori distintivi del marketplace, con l’obiettivo di rafforzarne il vantaggio finanziario.

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