Piattaforma chiusa dal 1° settembre: cosa è successo davvero
Se in questi giorni hai provato ad accedere alla tua area personale senza riuscirci, non sei l’unico e non si tratta di un guasto. La domanda che molti docenti si pongono è: quando riapre la piattaforma Carta del docente? Al momento, però, non è stata comunicata una data ufficiale.
Sul portale cartadeldocente.istruzione.it è comparso un avviso che spiega le ragioni della sospensione. L’accesso è stato bloccato dopo il 31 agosto 2026, ultimo giorno dell’anno scolastico 2025/2026, per consentire l’aggiornamento dei sistemi in vista del nuovo anno scolastico. Il 1° settembre l’avviso è stato integrato con un’ulteriore precisazione: la data di riapertura sarà comunicata successivamente.
Si tratta, quindi, di una chiusura tecnica e non della cancellazione della misura o dell’azzeramento delle somme presenti nel portafoglio elettronico. Durante questo periodo non è possibile consultare il credito, generare nuovi buoni o annullare quelli già creati, ma le somme ancora disponibili non vengono automaticamente cancellate.
- Chiusura: dal 1° settembre 2026.
- Motivo dichiarato: aggiornamento tecnico dei sistemi per il passaggio all’anno scolastico 2026/2027.
- Riapertura: non è stata ancora comunicata una data.
- Operazioni non disponibili: consultazione del saldo, generazione e annullamento dei buoni.
- Credito residuo: le somme del 2025/2026 non vengono automaticamente perse.
Quando riapre la piattaforma Carta del docente: cosa dice l’avviso ufficiale
L’unica comunicazione ufficiale disponibile è quella pubblicata sul portale. L’avviso non indica un giorno preciso, una settimana o un periodo orientativo. Le date che circolano in questo momento derivano quindi da previsioni e non da comunicazioni del Ministero.
Spesso si legge che la piattaforma riapre abitualmente tra la fine di settembre e ottobre. Negli anni precedenti è accaduto, ma l’ultimo precedente dimostra che non si tratta di una regola. Per l’anno scolastico 2025/2026, infatti, la piattaforma è rimasta chiusa per diversi mesi ed è tornata online soltanto il 9 marzo 2026, contestualmente all’accredito dei 383 euro.
Il ritardo era legato anche alla necessità di attendere il decreto interministeriale che stabiliva l’importo annuale. Per il 2026/2027 questo provvedimento non è stato ancora emanato. Di conseguenza, non è possibile considerare certa una riapertura nel mese di ottobre basandosi esclusivamente su quanto avvenuto in passato.
La questione è arrivata anche all’attenzione della politica. Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, la responsabile scuola del Partito Democratico ha annunciato un’interrogazione al Ministero dell’Istruzione e del Merito per chiedere chiarimenti sui tempi di riattivazione della piattaforma, sulla gestione delle somme residue e sull’importo del bonus per il 2026/2027. Si tratta, tuttavia, dell’annuncio di un atto ispettivo e non di una risposta ufficiale. Finché il Ministero non pubblicherà un nuovo avviso, la data di riapertura resterà sconosciuta.
“Doppia riapertura”: da dove nasce l’ipotesi
In questi giorni si parla anche di una possibile doppia riapertura della piattaforma. La prima servirebbe a consentire l’utilizzo del credito residuo del 2025/2026, mentre la seconda avverrebbe in seguito, con l’accredito delle somme relative all’anno scolastico 2026/2027.
L’ipotesi nasce dal funzionamento della Carta. Il nuovo importo può essere stabilito soltanto dopo aver definito il numero dei beneficiari, dato che la platea comprende anche i docenti con determinate tipologie di supplenza. Il credito residuo, invece, è già presente nel portafoglio elettronico di ciascun docente e, almeno sul piano tecnico, potrebbe essere reso disponibile prima del nuovo accredito.
È importante, però, distinguere le ipotesi dalle comunicazioni ufficiali: il Ministero non ha annunciato una doppia riapertura. Al momento non esistono avvisi, note o decreti che prevedano due diverse fasi di riattivazione. Si tratta quindi di una ricostruzione della stampa specializzata basata sul funzionamento del sistema, non di una decisione amministrativa già adottata.
I 383 euro non si azzerano: cosa resta spendibile e fino a quando
Il credito residuo della Carta del docente relativo al 2025/2026 non è scaduto il 31 agosto 2026.
A stabilirlo è il decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026, firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. L’articolo 2, comma 4, prevede che le somme non utilizzate entro la conclusione dell’anno scolastico 2025/2026 possano essere spese anche nell’anno scolastico 2026/2027.
Il credito residuo del 2025/2026 resta quindi utilizzabile fino al 31 agosto 2027.
Non bisogna confonderlo con le somme relative alle annualità precedenti. Il 31 agosto 2026 è scaduto il credito dell’anno scolastico 2024/2025 e degli anni precedenti, non quello accreditato per il 2025/2026.
I due limiti da ricordare
Il primo riguarda l’acquisto di hardware e software. Dal 2025/2026 questi prodotti possono essere acquistati in occasione della prima erogazione della Carta e, successivamente, ogni quattro anni. Chi aveva già ricevuto il beneficio negli anni precedenti ha potuto acquistare hardware e software nel 2025/2026; da quel momento decorre il nuovo periodo quadriennale.
Il secondo limite riguarda la cessazione dal servizio. Il decreto stabilisce che le somme accreditate sulla Carta non siano più utilizzabili dal momento in cui il beneficiario cessa dal servizio. Questa disposizione riguarda, per esempio, chi lascia definitivamente il sistema scolastico per il pensionamento.
Per i supplenti che terminano un contratto e ne sottoscrivono un altro nell’anno scolastico successivo, sarà opportuno controllare la propria posizione e il saldo disponibile quando la piattaforma tornerà accessibile.
È prevista una deroga per chi ha ottenuto la Carta del docente in seguito a una sentenza. Le somme erogate nel 2025/2026 in esecuzione di un provvedimento giudiziario restano utilizzabili anche nel 2026/2027, anche in caso di cessazione dal servizio.
Perché l’importo 2026/2027 non è ancora stabilito
La Carta del docente non prevede più un importo fisso stabilito direttamente dalla legge. Dopo le modifiche introdotte dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207, articolo 1, comma 572, il valore annuale può arrivare fino a un massimo di 500 euro. L’importo effettivo viene stabilito ogni anno con un decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
La cifra dipende dal numero dei docenti e del personale educativo aventi diritto e dalle risorse disponibili. A parità di fondi, l’allargamento della platea può quindi determinare una riduzione dell’importo individuale. È quanto avvenuto nel 2025/2026, quando l’estensione del beneficio ai supplenti ha portato l’importo a 383 euro, rispetto ai precedenti 500 euro.
Alla data dell’8 settembre 2026, l’importo della Carta del docente per il 2026/2027 non è ancora stato definito, perché manca il relativo decreto. L’unico dato certo è il limite massimo di 500 euro, che non coincide necessariamente con la somma che verrà accreditata.
La normativa prevede che il decreto annuale venga emanato entro il 30 gennaio. Per l’anno scolastico 2025/2026, tuttavia, il provvedimento è arrivato il 31 marzo 2026, circa due mesi dopo il termine previsto. Questo ritardo ha contribuito a posticipare l’utilizzo della Carta rispetto all’inizio dell’anno scolastico.
- Importo massimo: 500 euro.
- Norma di riferimento: legge n. 207/2024, articolo 1, comma 572.
- Chi stabilisce l’importo: il MIM, di concerto con il MEF.
- Criteri di calcolo: numero dei beneficiari e risorse disponibili.
- Termine previsto per il decreto: 30 gennaio di ogni anno.
- Importo 2025/2026: 383 euro.
- Importo 2026/2027: non ancora determinato all’8 settembre 2026.
Chi ha diritto alla Carta del docente nel 2026/2027
A differenza dell’importo, la platea dei beneficiari è definita dalla normativa. Il riferimento è il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164, articolo 3, comma 5-bis.
La Carta spetta ai docenti di ruolo, ai docenti con supplenza annuale su posto vacante e disponibile, ai docenti con contratto fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo delle scuole statali. Il diritto vale sia per i contratti a tempo pieno sia per quelli a tempo parziale.
Il decreto relativo al 2025/2026 ha inoltre confermato l’accesso alla Carta per altre categorie che spesso generano dubbi, tra cui i docenti neoassunti durante il periodo di formazione e prova, quelli dichiarati inidonei per motivi di salute, il personale in comando, distacco, fuori ruolo o diversamente utilizzato, i docenti delle scuole italiane all’estero e quelli delle scuole militari.
Restano esclusi il personale ATA e i docenti con supplenze brevi e saltuarie. La loro eventuale inclusione è oggetto di richieste sindacali, ma non è prevista dalla normativa attualmente in vigore.
Cosa fare in attesa della riapertura
Con la piattaforma chiusa e l’importo del 2026/2027 ancora sconosciuto, è importante non programmare spese contando su un credito che non è ancora disponibile o verificabile.
Prima di effettuare un acquisto, conviene attendere la riapertura dell’area personale e controllare direttamente il saldo. Occorre inoltre prestare attenzione alle proposte che prevedono il pagamento immediato di un corso o di un master, con la promessa di utilizzare successivamente un buono della Carta del docente.
- Non anticipare il costo di un corso o di un master dando per certo il successivo utilizzo di un buono non ancora disponibile.
- Non considerare speso un buono soltanto perché è stato generato: il codice deve essere validato dall’esercente.
- Conserva ricevute e codici e controllane lo stato quando la piattaforma riaprirà.
- Non fare affidamento sulle cifre non ufficiali relative all’importo del 2026/2027.
- Controlla il saldo prima di programmare nuovi acquisti, soprattutto per hardware e software, soggetti al vincolo quadriennale.
- Se sei un supplente, verifica la tua posizione contrattuale prima di fare affidamento sul credito residuo.
- Consulta il portale ufficiale per conoscere la data effettiva di riapertura.
Domande frequenti
Quando riapre la piattaforma Carta del docente?
Non ci sono ancora date ufficiali. L’avviso pubblicato sul portale informa che l’accesso è sospeso dopo il 31 agosto 2026 per consentire l’aggiornamento dei sistemi. Negli anni precedenti la piattaforma riapriva spesso tra la fine di settembre e ottobre, ma per il 2025/2026 è tornata online soltanto il 9 marzo 2026. L’unico riferimento attendibile resta quindi l’avviso ufficiale.
Ho generato un buono ma non l’ho ancora utilizzato: è ancora valido?
Non necessariamente. La generazione del codice non equivale all’utilizzo del credito: il buono deve essere validato dall’esercente e mantiene la scadenza dell’annualità dalla quale proviene. I buoni generati con il credito 2024/2025 e non validati entro il 31 agosto 2026 non sono quindi più utilizzabili. Quando la piattaforma riaprirà, sarà possibile controllare lo stato dei buoni. Quelli non ancora validati possono essere annullati e la somma torna nel portafoglio elettronico, conservando però la scadenza originaria.
Quanto varrà la Carta del docente nel 2026/2027?
La somma viene determinata ogni anno con un decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il MEF. Il valore dipende dal numero dei beneficiari e dalle risorse disponibili, entro il limite massimo di 500 euro previsto dalla legge n. 207/2024. Le cifre diffuse prima della pubblicazione del decreto sono soltanto ipotesi.
La doppia riapertura della piattaforma è confermata?
No. L’ipotesi prevede una prima riapertura per consentire l’utilizzo del credito residuo e una seconda fase per il nuovo accredito. Al momento, però, non esistono avvisi, note o decreti del Ministero che confermino questa possibilità.
I supplenti hanno diritto alla Carta del docente anche nel 2026/2027?
Sì, ma il beneficio non riguarda tutti i supplenti. Ne hanno diritto i docenti con contratto annuale su posto vacante e disponibile e quelli con incarico fino al termine delle attività didattiche. La Carta spetta anche ai docenti di ruolo e al personale educativo. Restano esclusi il personale ATA e i docenti con supplenze brevi e saltuarie.
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Carta docente: a chi spetta e in cosa consiste?
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