Pubblichiamo volentieri la riflessione di Matteo Bruno, che prende spunto dall’iniziativa del Luna Park in occasione della Festa Patronale di Santa Maria delle Grazie.
Pubblichiamo la riflessione che prende spunto dall’iniziativa del Luna Park in occasione della Festa Patronale per affrontare un tema più ampio: quello dell’accessibilità, dell’inclusione e della piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita della comunità.
La Lettera
In occasione dei festeggiamenti per la Festa Patronale di Santa Maria delle Grazie, la sinergia tra lo spirito di solidarietà dei privati e le funzioni istituzionali ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema dell’inclusione sociale e dell’accessibilità. L’iniziativa promossa dai gestori del Luna Park, che hanno messo a disposizione delle persone con disabilità l’accesso gratuito alle attrazioni della festa, rappresenta un esempio virtuoso di sensibilità del tessuto economico locale. Tuttavia, l’analisi delle modalità organizzative adottate per la distribuzione dei tagliandi, avviata la mattina del 10 settembre 2026, offre lo spunto per una riflessione tecnica volta a ottimizzare le procedure dei servizi al cittadino, in linea con il quadro normativo vigente.
Il manifesto informativo istituzionale diffuso per l’evento ha individuato come soggetti abilitati al ritiro dei biglietti gratuiti esclusivamente “genitori, caregiver e/o associazioni di categoria”. La formulazione esclude di fatto la possibilità per la persona con disabilità, laddove provvista di autonomia, di provvedere personalmente al ritiro. Tale impostazione contrasta con il principio di autonomia individuale e libertà di scelta sancito della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, una pietra miliare internazionale recepita dall’ordinamento italiano, che mira a promuovere la partecipazione attiva del cittadino, superando modelli di natura puramente assistenziale.
Un ulteriore elemento riguarda i criteri logistici della distribuzione dei biglietti per l’accesso gratuito alle attrazioni del Luna Park. Prevedere il ritiro esclusivamente in presenza presso l’Ufficio dell’Assessore alle Politiche Sociali, con la formula “fino ad esaurimento disponibilità”, rischia di generare barriere di accesso involontarie. Un simile meccanismo finisce per favorire chi possiede una maggiore flessibilità oraria o risiede in prossimità dell’Ente (Ufficio dell’Assessore), penalizzando invece i nuclei familiari con caregiver lavoratori o le persone con severe limitazioni motorie e residenti in aree distanti, per le quali lo spostamento fisico in orari d’ufficio rappresenta un carico organizzativo gravoso. Viene inoltre segnalata la necessità di regolamentare espressamente la copertura o l’accesso agevolato per l’eventuale accompagnatore, figura spesso indispensabile per la fruizione in sicurezza delle attività ricreative. Il contesto legislativo italiano offre oggi strumenti precisi per strutturare queste lodevoli iniziative in modo pienamente accessibile. Il recente D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62, emanato in attuazione della legge delega in materia di disabilità, introduce il principio fondamentale dell’accomodamento ragionevole. Questo strumento impone alla Pubblica Amministrazione di adottare adattamenti necessari e appropriati per garantire alle persone con disabilità il godimento dei diritti su base di uguaglianza con gli altri cittadini, senza determinare oneri sproporzionati. La programmazione integrata e la digitalizzazione dei servizi rappresentano la via maestra per dare concretezza a tali disposizioni. Nell’ottica di un miglioramento continuo e di una collaborazione costruttiva tra cittadinanza e istituzioni, emergono soluzioni logistiche a costo zero, facilmente implementabili nelle future programmazioni comunali: –
Trasparenza della comunicazione pubblica. Pubblicare una nota congiunta (sito istituzionale e canali social del Comune) strutturata secondo i parametri dell’informazione accessibile (Convenzione ONU), specificando chiaramente orari, modalità di accesso prioritario, documenti validi e la gratuità estesa anche all’eventuale caregiver/accompagnatore, laddove previsto dal supporto alla persona. – Estensione formale dei beneficiari Aggiornare i testi delle comunicazioni pubbliche esplicitando il diritto delle persone con disabilità autonome di ritirare direttamente i titoli di accesso, salvaguardando il diritto all’autodeterminazione. – Integrazione dell’accompagnatore Prevedere l’estensione dell’agevolazione o della gratuità a un accompagnatore maggiorenne, garantendo continuità assistenziale e sicurezza nell’alveo dei principi tutelati della Legge 104/1992. – Digitalizzazione della procedura Sostituire l’obbligo del ritiro in presenza con un sistema di prenotazione telematica (tramite modulo online o indirizzo email dedicato dell’Assessorato), mantenendo il ritiro fisico come opzione residua per combattere il divario digitale. – Criteri di priorità oggettivi Superare la logica dell’ordine d’arrivo stabilendo una finestra temporale fissa per le richieste (ad esempio 48 ore). In caso di eccedenza delle domande rispetto ai biglietti disponibili, l’assegnazione potrà seguire criteri basati sulla gravità della condizione (con precedenza alle necessità di sostegno intensivo (L. 104/92) e sull’indicatore ISEE, a tutela delle fasce economicamente più vulnerabili. – Accessibilità sensoriale (Quiet Hours) Istituire, in accordo con gli operatori dello spettacolo viaggiante, una “fascia silenziosa” provvista di stimoli sonori ridotti e attenuazione delle luci intermittenti, per permettere la piena fruizione del Luna Park anche ai cittadini con disabilità sensoriali o disturbi dello spettro autistico. Questa iniziativa configura un concreto accomodamento ragionevole (Convenzione ONU, L. 104/1992) volto a garantire l’effettivo diritto allo svago e alla partecipazione alla vita ricreativa della comunità. L’iniziativa dei gestori del Luna Park rimane un atto di indubbio valore sociale. L’attuale amministrazione e quelle future, indipendentemente dal colore politico, sono tuttavia chiamate a recepire questi stimoli operando come un tramite efficiente, moderno e strutturato, poiché la tutela della disabilità e la promozione dell’inclusione non conoscono e non devono conoscere colore politico, rappresentando invece un dovere civico e istituzionale universale. L’obiettivo a lungo termine è la conversione della generosità estemporanea in una gestione amministrativa organica, lineare e inclusiva, che non lasci indietro nessuno.
San Giovanni Rotondo esprime un tessuto sociale maturo che merita politiche sociali strutturate, fondate sull’applicazione sistematica dell’accomodamento ragionevole e sul pieno rispetto della dignità umana, superando la logica della semplice distribuzione di gratuità o della visibilità tramite un manifesto informativo. Una moderna programmazione dei servizi sul territorio permette di compiere il necessario passaggio da una visione puramente assistenziale a un modello di reale civiltà, dove i diritti non sono concessioni temporanee ma prerogative garantite a tutta la comunità.
Lettera firmata
Matteo Bruno
Una riflessione che merita attenzione, perché l’inclusione non può essere affidata soltanto alla sensibilità e alla buona volontà, pur preziose, dei singoli. Le buone iniziative devono diventare, quando possibile, occasioni per migliorare procedure e servizi, affinché i diritti siano realmente accessibili a tutti.
Gennaro Tedesco
Direttore il Fatto del Gargano
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