Non autosufficienza anziani: ok al Piano nazionale. Per anziani e disabilità complessivamente 3 miliardi


Il Fondo nazionale per le non autosufficienze sosterrà i due nuovi Piani previsti dalle riforme, ovvero quello per gli anziani e quello per la non autosufficienza degli under 70

Inizia a prendere forma più concreta la riforma delle politiche per le persone anziane non autosufficienti, prevista con la legge 33 del 2023 (nell’ambito della Missione 5 del PNRR) e attuata dal decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29. Il 10 settembre è stata infatti stata infatti sancita, in Conferenza Unificata, l’intesa  sul Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana per il triennio 2025-2027.

I piani per la non autosufficienza

Ricordiamo che si tratta del Piano che interessa gli anziani non autosufficienti dai 71 anni in poi: non va quindi confuso con il Piano nazionale per la non autosufficienza (adottato nei mesi scorsi), che si rivolge invece persone con disabilità fino ai 70 anni non autosufficienti, con gravi limitazioni dell’autonomia nella vita quotidiana; parzialmente non autosufficienti, titolari di Legge 104 o invalidità con indennità di accompagnamento.

Sia il Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana per il triennio 2025-2027,sia il Piano per la non autosufficienza 2025-2027 sono finanziata a valere sul Fondo per la Non Autosufficienza  (il riparto del FNA per entrambi i Piani è stato adottato con DPCM 20 aprile 2026), che dispone complessivamente di 3 miliardi di euro nel triennio 2025-2027, destinati a finanziare gli interventi rivolti alle persone non autosufficienti under e over 70.

Gli importi del Fondo

Il FNA per il triennio 2025-2027 prevede delle quote vincolate (250 mln annui per i LEP relativi agli anziani in materia di assistenza domiciliare, servizi di sollievo e supporto alle famiglie, 50 mln per l’assunzione di personale sociale nei PUA e 14,64 mln per i progetti di Vita indipendente) e una quota indistinta (605,1 mln per il 2025, 619,9 mln per il 2026 e 793,8 mln per il 2027) destinata a entrambe le platee (persone con disabilità e anziani over 70 non autosufficienti), in merito alla quale, su richiesta di Anci, sono Regioni e ATS a definire la programmazione in base alle esigenze territoriali.

Infine,  sono  attribuiti alle Regioni euro 605.115.000,00  per l’annualità 2025, euro 619.930.000,00 per l’annualità 2026 ed euro 793.830.000,00 per l’annualità 2027 per la platea delle persone con disabilità in condizione di non autosufficienza e alle persone anziane non autosufficienti:, sulla base dei criteri:  l’80% delle risorse disponibili è attribuito sulla base della popolazione anziana residente di età pari o superiore a 75 anni; il 10% delle risorse è attribuito in ragione dei soggetti titolari di indennità di accompagnamento; il restante 10% è attribuito in ragione dei soggetti in possesso di una certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992.

Cosa prevede il decreto che attua la riforma dell’assistenza agli anziani in Italia

Come detto, il Decreto Legislativo n. 29 del 15 marzo 2024 dà attuazione alla legge delega n. 33/2023: è composto da 43 articoli e, oltre a stabilire formalmente la definizione di «persona anziana» (chi ha compiuto 65 anni) e «persona grande anziana» (chi ha compiuto 80 anni), delinea le misure ad essa dedicate, per area di intervento:

1. Prevenzione, invecchiamento attivo e inclusione sociale (Titolo I) include:

  • Promozione della salute e sanità preventiva: Iniziative di sensibilizzazione su stili di vita sani, adesione a screening oncologici, campagne vaccinali, prevenzione degli incidenti domestici e sviluppo della telemedicina. Nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro deve garantire la tutela della salute della popolazione anziana e favorire il ricorso al lavoro agile.
  • Contrasto all’ageismo e alla violenza: Promozione di azioni informative e formative contro i pregiudizi legati all’età e per il contrasto ad abusi e violenze sulle persone anziane, con un’attenzione specifica al target femminile.
  • Socialità, sport e animali da affezione: Promozione di incontri intergenerazionali con le scuole, sostegno alle attività sportive ed erogazione di aiuti economici per le spese veterinarie relative agli animali da affezione.
  • Abitare condiviso (Cohousing): Introduzione di criteri e prescrizioni per il senior cohousing e per la coabitazione intergenerazionale, promuovendo interventi di rigenerazione urbana e il riuso del patrimonio immobiliare.
  • Turismo del benessere e lento: Iniziative per incentivare il turismo intergenerazionale, il cicloturismo leggero e convenzioni con strutture ricettive, termali e balneari.
  • Alfabetizzazione informatica e digitale: Attività di formazione sulle competenze digitali per gli anziani presso i punti di facilitazione digitale (fino al 31 dicembre 2026) e percorsi formativi gestiti dalle scuole secondarie.

2. Assistenza e non autosufficienza per over 70 (Titolo II) include:

  • Valutazione multidimensionale unificata: Creazione di un percorso unico di valutazione per semplificare le procedure di accesso ai servizi socio-sanitari ed eliminare le frammentazioni esistenti.
  • Sistema Nazionale per la Popolazione Anziana non autosufficiente (SNAA): Istituzione di una governance unitaria tra Stato, Regioni e Comuni per la programmazione integrata, la gestione e il monitoraggio dei servizi rivolti alla non autosufficienza.
  • Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS): Definizione dei livelli essenziali che gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) devono erogare in tre settori: assistenza domiciliare sociale/integrata, servizi sociali di sollievo e servizi di supporto.
  • Integrazione socio-sanitaria e cure palliative: Integrazione e coordinamento tra ATS, ASL e Distretti sanitari per le cure domiciliari (SAD) o per la frequenza di strutture residenziali/semiresidenziali, garantendo inoltre l’accesso alle cure palliative nelle patologie croniche ed evolutive.
  • Prestazione Universale (sperimentale 2025-2026): Misura destinata agli anziani con grave non autosufficienza ed in difficoltà economiche. Si compone della quota fissa dell’indennità di accompagnamento e di un assegno di assistenza di 850 euro mensili, destinato a coprire i costi del lavoro di cura o l’acquisto di servizi qualificati. Per farne richiesta occorre avere almeno 80 anni, bisogno assistenziale gravissimo, ISEE socio-sanitario non superiore a 6.000 euro e titolarità dell’indennità di accompagnamento.
  • Tutele e riconoscimento per il caregiver familiare: Formale riconoscimento del valore sociale ed economico dell’assistenza familiare non retribuita e definizione del ruolo del caregiver nel rapporto con il sistema socio-sanitario.

Redazione


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