Il bonus affitto per genitori separati o divorziati si avvicina alla partenza. Il decreto attuativo MIT-MEF è stato firmato e il prossimo passaggio sarà la pubblicazione dell’avviso che consentirà di presentare le domande online.
Il contributo potrà coprire il 50% delle spese sostenute per l’affitto, fino a un massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro all’anno. Non sarà però sufficiente essere separati e avere una casa in affitto: sono previsti specifici requisiti relativi a reddito, figli, patrimonio immobiliare e rispetto degli obblighi di mantenimento.
Vediamo quindi chi potrà ottenere il bonus affitto per genitori separati, quanto spetta, chi avrà la precedenza e come funzionerà la domanda.
Bonus affitto genitori separati: cos’è
La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 attraverso l’istituzione di un Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati.
Le risorse ammontano a 20 milioni di euro all’anno, per un totale di 60 milioni nel triennio 2026-2028.
L’obiettivo è sostenere il genitore che, dopo la separazione o il divorzio, non dispone più della casa familiare e deve quindi affrontare il costo di una nuova abitazione, spesso continuando contemporaneamente a sostenere le spese per i figli e l’eventuale assegno di mantenimento.
Decreto attuativo firmato: cosa manca adesso
Un’importante novità riguarda proprio l’iter della misura.
Con il decreto attuativo MIT-MEF del 14 settembre 2026 sono state definite le regole necessarie per rendere operativo il contributo.
Il passaggio successivo sarà la pubblicazione di un apposito avviso del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrà stabilire le date di apertura e chiusura della procedura e le istruzioni per presentare la richiesta.
Il MIT ha indicato come obiettivo la pubblicazione del bando nell’autunno 2026.
Al momento, quindi, non è ancora possibile presentare domanda, ma il percorso verso l’apertura della misura è ormai nella fase conclusiva.
Chi può ottenere il bonus affitto
Il contributo è destinato ai genitori legalmente separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare, con almeno un figlio fiscalmente a carico di età inferiore a 21 anni.
Il richiedente dovrà inoltre sostenere effettivamente le spese per una nuova abitazione attraverso un contratto di locazione regolarmente registrato e intestato a proprio nome.
Tra i principali requisiti figurano:
- reddito individuale non superiore a 35.000 euro annui;
- almeno un figlio a carico con meno di 21 anni;
- mancata assegnazione dell’abitazione familiare;
- regolarità rispetto agli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
- contratto di locazione regolarmente registrato;
- assenza di altri immobili residenziali nelle vicinanze della precedente abitazione familiare;
- assenza di altri contributi pubblici incompatibili destinati al sostegno abitativo.
Sono inoltre esclusi i soggetti già assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Reddito massimo di 35.000 euro, niente ISEE
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il requisito economico.
Per accedere al bonus non sarà utilizzato l’ISEE. Il parametro sarà invece il reddito individuale del richiedente, che non dovrà superare i 35.000 euro annui.
La verifica avverrà sulla base dell’ultima dichiarazione dei redditi disponibile.
Si tratta di una differenza importante rispetto a molti altri bonus sociali, perché non sarà quindi presa come riferimento la situazione economica complessiva del nucleo attraverso l’ISEE.
Attenzione agli altri immobili posseduti
Un altro requisito riguarda il patrimonio immobiliare.
Il richiedente non dovrà possedere altri immobili residenziali nello stesso Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni limitrofi, secondo il limite territoriale di 50 chilometri previsto dalla disciplina della misura.
L’obiettivo è evidentemente quello di destinare il sostegno a chi, dopo la separazione o il divorzio, ha effettivamente bisogno di prendere in affitto una nuova abitazione.
Bisogna essere in regola con il mantenimento
Particolare attenzione viene riservata anche agli obblighi nei confronti dei figli.
Per accedere al contributo il genitore dovrà risultare in regola con gli obblighi di cura e mantenimento, compreso l’eventuale assegno stabilito in sede di separazione o divorzio.
Il bonus è infatti pensato per sostenere chi, oltre a rispettare gli obblighi economici verso i figli, deve affrontare il costo aggiuntivo derivante dalla necessità di trovare una nuova casa.
Quanto spetta con il bonus affitto
Il contributo potrà coprire il 50% delle spese sostenute per il canone di locazione, entro il limite massimo di:
500 euro al mese e 6.000 euro all’anno.
Questo significa che l’importo non sarà automaticamente di 500 euro per tutti.
Con un affitto di 600 euro mensili, ad esempio, il contributo potrà arrivare a 300 euro; con un canone di 800 euro, a 400 euro.
Con un affitto di 1.200 euro il 50% sarebbe invece pari a 600 euro, ma entrerebbe in gioco il tetto previsto dalla misura e il contributo non potrebbe superare 500 euro mensili.
Il contributo sarà pagato in un’unica soluzione
Un’altra indicazione importante riguarda le modalità di erogazione.
Il beneficio dovrebbe essere riconosciuto in un’unica soluzione, nei limiti delle risorse disponibili e seguendo l’ordine della graduatoria.
Non bisogna quindi immaginare necessariamente un accredito mensile di 500 euro: quella cifra rappresenta il limite mensile utilizzato per determinare l’importo massimo spettante, mentre il contributo potrà essere liquidato complessivamente.
Il limite annuale resta fissato a 6.000 euro.
Non tutti avranno la stessa priorità
Le risorse disponibili non saranno distribuite semplicemente in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande.
È prevista infatti una graduatoria nella quale alcune condizioni daranno maggiore priorità.
Tra gli elementi che saranno presi in considerazione figurano:
- il numero di figli a carico con meno di 21 anni;
- l’eventuale presenza di disabilità del richiedente o dei figli;
- una situazione di disoccupazione involontaria;
- la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa.
Anche la distribuzione territoriale delle risorse terrà conto della presenza di genitori separati o divorziati e della situazione abitativa e reddituale dei diversi territori.
Come fare domanda per il bonus affitto
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online attraverso una piattaforma del MIT.
Il servizio non è ancora disponibile. Sarà il prossimo avviso ministeriale a indicare:
- quando apriranno le domande;
- la scadenza entro cui inviarle;
- come accedere alla piattaforma;
- le istruzioni per compilare correttamente la richiesta.
Ogni beneficiario potrà presentare una sola domanda.
Per l’accesso alla procedura saranno utilizzati gli strumenti di identificazione digitale ammessi dal Ministero.
Quali dati serviranno per la domanda
Il decreto consente anche di farsi un’idea più precisa delle informazioni che bisognerà comunicare.
Nella richiesta dovranno essere indicati, tra gli altri, gli estremi della separazione o del divorzio, i dati relativi alla precedente abitazione familiare e quelli del nuovo contratto di locazione.
Saranno inoltre necessari gli estremi di registrazione del contratto, l’importo annuale dell’affitto, il numero dei figli a carico con meno di 21 anni e il reddito individuale risultante dall’ultima dichiarazione disponibile.
Dovranno essere dichiarate anche le eventuali condizioni che attribuiscono una priorità nella graduatoria e l’assenza di altri contributi pubblici incompatibili.
Infine sarà necessario comunicare un IBAN intestato al richiedente, sul quale potrà essere effettuato il pagamento, oltre ai recapiti necessari per le comunicazioni.
Quando arriva il bonus affitto per genitori separati
Il passaggio decisivo sarà quindi la pubblicazione dell’avviso del MIT.
Il Ministero ha confermato il 16 settembre che l’obiettivo è arrivare al bando nell’autunno 2026.
La misura dispone di 20 milioni di euro per ciascun anno, per complessivi 60 milioni nel triennio 2026-2028.
Secondo le precedenti stime ministeriali, la prima platea potrebbe comprendere almeno 5.000 beneficiari.
Chi ritiene di possedere i requisiti può quindi iniziare a prepararsi, controllando soprattutto la regolarità del contratto di locazione, la propria ultima dichiarazione dei redditi e la documentazione relativa alla separazione o al divorzio e agli obblighi di mantenimento.
Per presentare materialmente la richiesta bisognerà però attendere ancora: la domanda non è aperta e sarà il prossimo avviso del MIT a dare il via ufficiale alla procedura.
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