Conti a gonfie vele per i campioni europei Allianz, Axa, Zurich e Generali. La crisi internazionale rilancia il Vita, ma le gestioni correnti ancora faticano
Mentre in Italia continua il risiko bancario, quasi tutto tace sul versante assicurativo. Di sicuro la disputa tra Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi coinvolge le Generali. Anche la francese Axa ha subito qualche ripercussione a causa degli accordi che ha in ballo con l’istituto senese. Ma poco si sa su come stia realmente andando il settore, sapendo l’importanza che gioca la previdenza integrativa in tutte le famiglie europee.
Chi, tra i quattro grandi gruppi assicurativi europei, ha avuto i migliori risultati nel primo semestre del 2026? Il bilancio complessivo è stato sufficiente per tutte le compagnie grazie all’andamento positivo dei mercati, alla crescente raccolta nel ramo Vita e alle buone performance del settore Danni (al netto delle catastrofi naturali).
Il colosso tedesco Allianz ha visto lievitare l’utile netto a 6,4 miliardi di euro, in aumento del 15,5%; l’elvetica Zurich ha chiuso i conti a 4,8 miliardi di dollari con un risultato operativo mai raggiunto prima mentre la francese Axa ha registrato una crescita dell’utile per azione.
A spingere principalmente i risultati di Allianz è stata Pimco, la società di gestione obbligazionaria Pacific Investment Management. La compagnia tedesca punta a raggiungere un utile operativo annuo di 17,4 miliardi con l’amministratore delegato Oliver Bäte che ha intensificato l’attività di acquisizione negli ultimi mesi, in particolare in Asia, regione strategicamente importante per l’azienda.
Shopping tedesco
Allianz ha definito l’acquisto della divisione assicurativa di Hsbc Holdings Plc a Singapore, segnando un’espansione significativa a meno di due anni dal fallimento di un’altra operazione nella città-stato e ha anche concluso un accordo per l’acquisizione della divisione di gestione patrimoniale della United Overseas bank. A livello di gruppo ha poi chiuso il semestre con un volume d’affari pari a 98,6 miliardi, trainata dal segmento Danni e, in particolare, dall’asset management. L’utile operativo è cresciuto dell’8,6% raggiungendo il livello record di 9,4 miliardi mentre l’utile netto di pertinenza degli azionisti è salito del 15,5% arrivando a 6,4 miliardi.
La controllata italiana ha registrato nel primo semestre risultati solidi nelle diverse linee di business: i premi complessivi sono ammontati a 8,5 miliardi, in aumento del 13,7% grazie alla crescita di tutti i segmenti (2,8 miliardi nei Danni e 5,7 miliardi nel Vita). L’utile operativo risulta in crescita sia nel comparto Vita Wealth Management che in quello Danni (404 milioni), supportato da una robusta redditività tecnica: nei sei mesi, il totale ha toccato quindi i 710 milioni (+10,1%). Il 2026 è «un anno promettente», ha commentato l’amministratore delegato Giacomo Campora.
Axa, guidata da Thomas Buberl, ha chiuso il primo semestre del 2026 con premi lordi a 53,4 miliardi (+5,8%), guidati sia dal segmento Danni che dal settore Vita. Il risultato operativo è salito a 4,5 miliardi.
Il ceo italiano di Zurich Mario Greco ha fatto sapere di vedere ottime opportunità di business dai nuovi investimenti in data center per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. «La nostra crescita accelera nei segmenti di business dove vediamo la domanda più forte e margini interessanti, come specialty, middle market, Pmi e vita», ha dichiarato Greco. Il titolo ha però sofferto e i riflettori si sono accesi sulla maxi-integrazione con l’inglese Beazley. Dall’operazione nascerà un leader globale nelle polizze specialistiche con circa 15 miliardi di dollari in premi lordi. Finma, l’autorità di vigilanza elvetica, ha però messo sotto osservazione l’attività di Zurich rilevando carenze nei controlli interni. Il quotidiano Blick ha rivelato l’avvio di un’indagine che ha portato i controllori ad interrogare una dozzina di dipendenti e ha imposto il divieto di vendita di alcune polizze della divisione svizzera.
Il vento di Trieste
E le Generali? Il Leone ha registrato un semestre record e ha anche annunciato un buyback da 500 milioni a vantaggio degli azionisti. Il colosso italiano ha chiuso il primo semestre del 2026 con premi lordi in crescita a 53,4 miliardi (+5,8%), guidati sia dal segmento Danni (+6,3%) sia dal segmento Vita (+5,5%). Il risultato operativo è in aumento a 4,5 miliardi. Trieste «è ben posizionata per chiudere con successo il nostro quarto piano strategico», ha sottolineato il ceo Philippe Donnet. E molto bene sta andando anche la partecipata Banca Generali. «Le prospettive per il ramo vita sono positive, in particolare in Asia e India. Nel business assicurativo, Vita e Danni proseguono nella solida traiettoria di sviluppo del risultato operativo e della redditività tecnica, nonostante un maggiore impatto delle catastrofi naturali. La nostra piattaforma di asset management continua ad ampliare il portafoglio di clienti terzi mentre Banca Generali conferma ancora una volta il successo del proprio modello di business». Le Generali hanno poi battuto tutti i concorrenti europei se si guarda alla performance di borsa. Dall’inizio dell’anno il titolo a Piazza Affari ha guadagnato circa il 25%, superando Allianz, Axa e l’altalenante Zurich. Il dato è però legato agli acquisti per il controllo più che alle performance societarie.
Il settore dunque tiene, grazie all’andamento dei mercati, ma i risultati operativi potrebbero essere sicuramente migliori.
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