“Nessun tempo tecnico, mancavano i fondi in bilancio”


SAN PIETRO VERNOTICO – Non ci sarebbero soltanto ritardi burocratici o avvicendamenti gestionali dietro il blocco del servizio scuolabus registrato a San Pietro Vernotico dal 14 al 21 settembre, ma una vera e propria emergenza finanziaria risolta solo all’ultimo minuto. È quanto sostiene la consigliera comunale di opposizione Giuliana Giannone, che ha analizzato la documentazione contabile dell’ente “smentendo” la ricostruzione ufficiale fornita dall’assessora alla Pubblica istruzione.

“Quando ho letto le dichiarazioni dell’assessora alla Pubblica istruzione riguardo al ritardo del servizio scuolabus a San Pietro Vernotico, ho provato una forte sensazione di déjà-vu. La politica, quando deve nascondere le proprie inadempienze sulla pelle dei cittadini, ricorre sempre alla stessa parolina magica: “tempi tecnici”. Ci è stato raccontato che il blocco dal 14 al 21 settembre fosse dovuto a banali lungaggini burocratiche degli uffici, al subentro della nuova ditta e al sovraccarico di lavoro della nuova responsabile d’area. Ho deciso di non fermarmi alle rassicurazioni di facciata e di andare a spulciare i documenti ufficiali. Quello che ho scoperto analizzando le carte del Comune smentisce clamorosamente la narrazione puramente amministrativa della politica: lo scuolabus non è partito in tempo semplicemente perché l’amministrazione non aveva stanziato i soldi necessari per farlo funzionare”. Scrive la consigliera in una nota inviata agli organi di informazione. 

La variazione di bilancio dell’ultimo minuto

Al centro della contestazione c’è la delibera di Giunta n. 110 del 4 settembre 2026. Stando alle carte ufficiali del Comune, la somma inizialmente accantonata per il Servizio trasporto alunni ammontava a 100.000 euro, una cifra rivelatasi del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno reale. “Per evitare il blocco del servizio, a soli dieci giorni dall’inizio del calendario scolastico, la Giunta è dovuta intervenire con una variazione d’urgenza di 49.306,71 euro”. Secondo Giannone, le tempistiche di avvio non sarebbero quindi dipese dalle pratiche contrattuali, ma dalla necessità di reperire le risorse necessarie. “Parliamo di un aumento del 50 per cento rispetto al fondo iniziale. Altro che contratti da firmare: l’ufficio ha dovuto formalizzare un fabbisogno di cassa disperato proprio all’ultimo minuto perché con i soldi stanziati in precedenza il servizio non sarebbe mai potuto partire”. 

Emergenza rifiuti e vasi comunicanti nelle casse comunali

La ricerca di fondi per il trasporto scolastico si inserirebbe in un quadro contabile complesso. “L’ente si è trovato a dover gestire un’altra emergenza spaventosa: un buco improvviso di 200.000,00 euro per il conferimento dei rifiuti in discarica, segnalato dall’Area Ambiente”. Per far fronte a questa criticità, l’amministrazione ha destinato l’intero straordinario del canone di concessione della rete del gas metano (pari a 108.137,40 euro) al settore ambiente, affiancandovi quasi 100.000 euro di avanzo di amministrazione vincolato. Uno spostamento di risorse che, secondo l’opposizione, avrebbe lasciato sguarnito il capitolo della pubblica istruzione fino alle battute finali dell’estate.

“Per evitare il collasso della spazzatura, ho notato che la Giunta ha compiuto un vero e proprio blitz sui fondi del gas metano. Il Comune ha incassato un tesoretto straordinario di 108.137,40 euro derivante dal canone di concessione della rete. Invece di utilizzare queste risorse per alleggerire le bollette delle famiglie in difficoltà , l’amministrazione ha blindato l’intera somma e l’ha dirottata sulla spazzatura. Non è bastato: hanno dovuto prosciugare anche i risparmi degli anni passati, applicando quasi 100mila euro di avanzo vincolato. La priorità è stata tappare la falla dei rifiuti, lasciando il trasporto scolastico al buio e senza coperture fino all’ultimo secondo”.

Procedure d’urgenza e costi per l’utenza

La nota della consigliera di opposizione solleva dubbi anche sulle scelte metodologiche della giunta. Viene infatti rimarcata la contraddizione tra le posizioni assunte in passato dall’assessora al ramo sui banchi della minoranza — fermamente contraria agli affidamenti diretti e favorevole a gare pubbliche su ampia scala — e l’attuale adozione di procedure d’urgenza a ridosso dell’avvio delle lezioni.

“Ricordo perfettamente le battaglie dell’attuale assessora quando sedeva sui banchi dell’opposizione. All’epoca, lanciava strali infuocati contro l’uso degli affidamenti diretti da parte delle passate amministrazioni, invocando a gran voce gare pubbliche, evidenza pubblica e programmazione a lungo termine. Oggi che siede sulla poltrona di assessora, la musica è magicamente cambiata. Non solo ci si riduce alla prima campanella per finanziare il servizio, ma lo si fa ricorrendo alle procedure d’urgenza . Quando si è all’opposizione si pretende la perfezione delle gare europee; quando si governa, bastano dieci giorni, un affidamento diretto e la solita scusa dei tempi tecnici”. 

Sul piano economico per l’utenza, infine, si segnala l’invariabilità della quota mensile di 15 euro per studente. La tariffa non subirà riduzioni o riproporzionamenti in base ai giorni di effettivo utilizzo, imponendo il pagamento dell’intero canone di settembre anche a fronte di una sola settimana di servizio erogato.

“Mentre l’amministrazione raschiava il fondo del barile finanziario spostando soldi da un capitolo all’altro, l’onere del fallimento politico è stato scaricato sulle famiglie. Chi ha due figli dovrà sborsare 30 euro per appena sette giorni di scuolabus effettivo. Ritengo che i cittadini di San Pietro Vernotico meritino trasparenza: questo ritardo non è un incidente della burocrazia, ma il sintomo di una macchina pubblica che viaggia costantemente sul filo del rasoio finanziario e che prova a nascondere i propri deficit programmatici dietro la fuffa dei “tempi tecnici”. La nuova responsabile dell’ufficio scolastico avrà anche fatto i salti mortali in dieci giorni, come dichiarato dall’assessora, ma la verità politica è che si è trovata a guidare una macchina senza benzina. E a farne le spese, come sempre, sono le famiglie di San Pietro Vernotico”.

Il nodo Integrazione scolastica 

Nei giorni scorsi, inoltre, Giuliana Giannone, ha presentato una formale istanza di accesso agli atti per i disagi legati all’Integrazione scolastica. Come è noto il Consorzio Arts BR4, l’ambito sociale che vede Mesagne come comune capofila e la sindaco di San Pietro Vernotico, Maria Lucia Argentieri, nel ruolo di presidente dell’Assemblea dei sindaci, ha ridotto il servizio, portandolo temporaneamente da 12 a 9 ore per le disabilità gravi e da 9 a 6 ore per quelle lievi. 

“La motivazione ufficiale parla di un aumento degli utenti e di risorse insufficienti da parte dei Comuni. La scusa della mancanza di fondi non può reggere per il nostro Comune. Per questo motivo ho presentato una formale istanza di accesso agli atti per ottenere il verbale dell’assemblea consortile in cui è stata discussa e approvata questa riduzione. Voglio capire e voglio che tutti i cittadini sappiano chi ha avallato questa scelta sulla pelle dei più fragili. Le casse di San Pietro Vernotico godono di ottima salute grazie a un consistente avanzo libero di amministrazione. Se ci fosse la reale volontà politica, il nostro Comune avrebbe tutte le risorse economiche necessarie per coprire autonomamente le ore mancanti e garantire il fabbisogno dei nostri ragazzi”. 

“Basta mettere a confronto i capitoli di spesa del bilancio comunale per capire dove vanno a finire i soldi dei contribuenti: 156.000 euro spesi complessivamente per il cartellone delle manifestazioni estive. Circa 70.000 euro stanziati per il solo concerto di Modugno. Variazioni di bilancio continue e repentine per rimpinguare i capitoli dei divertimenti, a fronte di zero euro aggiuntivi stanziati per i servizi sociali scolastici”. 

“Io non ho intenzione di fare un passo indietro: non appena riceverò i verbali dell’accesso agli atti, renderò pubbliche le posizioni espresse da ciascun amministratore in quella sede”. 

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