Scommesse online, dopo l’apertura del mercato quasi raddoppiati gli accessi al pronto soccorso


Il 4 aprile 2022, in Ontario, bastò un gesto quasi invisibile: aprire un mercato. Da quel giorno gli operatori privati poterono entrare nel gioco online regolamentato della provincia canadese; le scommesse sportive su singoli eventi erano già state legalizzate in Canada nell’agosto precedente. Sullo schermo, tutto doveva apparire semplice — un account, una quota, una puntata. Molto più tardi, e molto lontano da quello schermo, alcune di quelle storie sarebbero affiorate nella cartella di un pronto soccorso.

È da lì, dal punto più grave e dunque più visibile, che un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto e dell’ICES ha provato a guardare il fenomeno. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, ha seguito gli accessi ai pronto soccorso dell’Ontario dal gennaio 2012 al giugno 2025, passando in rassegna i dati sanitari di oltre 17,3 milioni di persone, dai 10 ai 105 anni. In quattordici anni sono emerse 952 visite, riferite a 757 pazienti, nelle quali il disturbo da gioco d’azzardo figurava come causa principale o concausa. Il 72 per cento riguardava maschi.

Novecentocinquantadue visite, in una popolazione così vasta, possono sembrare poche. Lo sono. Ma sarebbe un errore rassicurarsi troppo in fretta: il pronto soccorso non è il luogo in cui comincia il problema, è spesso quello in cui il problema, dopo aver eroso denaro, rapporti, equilibrio psicologico, non riesce più a restare nascosto. La punta, insomma. Non l’intero corpo sommerso.

I ricercatori non si sono accontentati di mettere accanto un “prima” e un “dopo”, come si fa talvolta per ottenere una conclusione rapida da una realtà riluttante. Hanno usato una serie temporale interrotta: hanno ricostruito l’andamento precedente e stimato che cosa sarebbe potuto accadere se quella traiettoria fosse continuata senza l’apertura del mercato. La media trimestrale è salita da 1,28 a 1,68 visite per milione di abitanti, con un incremento medio del 31,3 per cento nel periodo successivo alla liberalizzazione.

Ma non ci fu un’esplosione improvvisa nell’aprile 2022. E questo è forse il dettaglio più inquietante. Il numero crebbe lentamente, trimestre dopo trimestre, di circa il 7 per cento ogni volta: non una fiammata, dunque, ma una progressione. Fra aprile e giugno 2025 il tasso degli accessi risultava del 99 per cento superiore a quello previsto dal modello in assenza della liberalizzazione.

Chi compariva alla fine di questa traiettoria? Soprattutto giovani uomini. Tra i maschi dai 10 ai 29 anni gli accessi superarono del 154 per cento il livello atteso; fra quelli dai 30 ai 44 anni, del 116 per cento. Nelle donne non venne invece osservato un aumento statisticamente evidente. Un altro lavoro dello stesso gruppo, pubblicato nel 2026 sul CMAJ, aveva già trovato un forte incremento delle richieste d’aiuto per il gioco rivolte a ConnexOntario, ancora una volta concentrato fra adolescenti maschi e uomini fino a 44 anni.

Perché proprio loro? Lo studio registra il segnale, non pretende di possedere tutte le risposte. Ma ci obbliga almeno a fermarci davanti alla coincidenza: mentre il mercato digitale si allargava, mentre puntare diventava più accessibile, una parte precisa della popolazione cominciava ad apparire più spesso nei servizi d’emergenza. Possiamo davvero considerare l’una cosa senza misurare attentamente l’altra?

In quelle cartelle, inoltre, il gioco non arrivava quasi mai solo. In oltre il 70 per cento delle visite era presente anche un’altra condizione di salute mentale oppure un consumo pesante di sostanze; quasi un accesso su tre finiva con un ricovero. Il dato restituisce così un quadro più complesso del solo disturbo da gioco: nelle persone che arrivavano fino ai servizi d’emergenza, sofferenza psichica, sostanze e problemi legati al gioco comparivano frequentemente insieme. Lo studio non permette di stabilire quale problema precedesse l’altro o quali rapporti causali li unissero, ma mostra quanto grave potesse essere la condizione di chi finiva in pronto soccorso.

L’Organizzazione mondiale della sanità definisce il disturbo da gioco d’azzardo attraverso tre elementi essenziali: il controllo che si perde, la priorità crescente concessa al gioco, la sua prosecuzione nonostante le conseguenze negative. Ma la diagnosi non è una frontiera magica. Prima di raggiungerla possono già esserci debiti, conflitti familiari, paura, isolamento, danni psicologici. Aspettare che il problema entri in un pronto soccorso significa, molto spesso, aspettare che abbia già fatto parecchia strada.

E la strada aperta in Ontario è diventata rapidamente larga. La provincia fu la prima in Canada a creare un mercato competitivo e regolamentato dell’iGaming. Nel primo anno furono registrati circa 35,6 miliardi di dollari canadesi in puntate; nel 2024, secondo i dati riportati dall’ICES, il volume aveva raggiunto 82,7 miliardi, distribuiti attraverso 2,6 milioni di account. Cifre immense, quasi astratte. Eppure ogni account appartiene a qualcuno; ogni puntata viene compiuta da una mano, davanti a uno schermo.

Bisogna essere precisi. Lo studio è osservazionale e non dimostra che l’apertura del mercato abbia causato direttamente l’aumento degli accessi ospedalieri. Altri fattori, intervenuti negli stessi anni, non possono essere esclusi. Comprendere un’associazione non significa trasformarla con disinvoltura in una causa. Ma neppure l’incertezza autorizza a voltarsi dall’altra parte: la coincidenza temporale, la crescita progressiva dopo il 2022 e la concentrazione fra i giovani uomini costituiscono un segnale epidemiologico che merita attenzione.

Non sappiamo, da questi dati, quale puntata abbia portato quale persona in ospedale. Sappiamo però che un mercato divenuto rapidamente più accessibile ha lasciato una traccia misurabile proprio là dove le crisi non sono più virtuali. Lo schermo resta acceso altrove. In pronto soccorso, intanto, qualcuno scrive una nuova riga nella cartella.

Forrest R, Doan N, MacDonald-Spracklin R, Pugliese M, Turner NE, Myran DT. “Emergency Department Visits for Gambling Disorders After the Legalization of Single-Event Sports Betting and Rapid Expansion of Online Gambling”. American Journal of Preventive Medicine, 16 settembre 2026. DOI: 10.1016/j.amepre.2026.108551.


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