Le auto continuano ad aumentare, ma il loro ricambio procede più lentamente. È questa una delle indicazioni che emerge incrociando i dati contenuti nel rapporto sul parco veicolare pubblicato ad agosto dall’Ufficio di statistica della Regione Friuli Venezia Giulia, elaborato principalmente su dati Aci e, per la mobilità legata al lavoro, su dati Istat.
Nel 2025 le autovetture presenti in regione sono 836 mila 79, contro le 828 mila 929 dell’anno precedente: 7 mila 150 in più, con una crescita dello 0,9 per cento. Nello stesso periodo, però, sale anche la percentuale delle automobili immatricolate da almeno 16 anni e diminuiscono le nuove iscrizioni. Il risultato è un parco automobilistico numericamente più grande, ma nel quale aumenta il peso delle vetture più anziane.
Oltre 1,1 milioni di veicoli sulle strade del Fvg
Complessivamente il parco veicolare regionale arriva a 1 milione 129 mila 817 mezzi, l’1,3 per cento in più rispetto al 2024. Le automobili costituiscono da sole il 74 per cento del totale. Seguono i motocicli, 166 mila 179 e pari al 14,7 per cento, e gli autocarri per il trasporto merci, 87 mila 294, pari al 7,7 per cento. Rispetto al 2024 crescono tutte e tre le principali categorie: dello 0,9 per cento le automobili, del 2,6 per cento i motocicli e del 2,3 per cento gli autocarri. L’aumento del numero complessivo dei mezzi, però, non coincide con un ringiovanimento delle auto che circolano in regione.
Quasi quattro auto su dieci hanno almeno 16 anni
È probabilmente questo il dato che fotografa meglio l’età del parco regionale. Nel 2025 il 38,7 per cento delle autovetture ha almeno 16 anni. Dodici mesi prima erano il 36,8 per cento. In un solo anno il peso di questa fascia è quindi aumentato di 1,9 punti percentuali. È lo stesso rapporto regionale a parlare esplicitamente di un “invecchiamento del parco circolante”. Le vetture con meno di due anni rappresentano invece il 6,1 per cento del totale; quelle con 2-3 anni sono il 6 per cento e quelle con 4-5 anni il 7,1 per cento.
Il confronto tra le due estremità rende bene le proporzioni: le auto con almeno 16 anni sono più di sei volte, in termini di quota percentuale, quelle immatricolate negli ultimi due anni. Anche il dato sulle classi ambientali mostra quanto sia ancora consistente la presenza delle vetture più datate: il 19,4 per cento del parco regionale appartiene alle categorie Euro 0-3. La percentuale rimane comunque inferiore alla media italiana, pari al 22,6 per cento.
Udine concentra quasi metà delle automobili del Fvg
Il peso maggiore del parco regionale è nella provincia di Udine, dove risulta il 45,9 per cento di tutte le autovetture del Friuli Venezia Giulia.vPordenone rappresenta il 27 per cento, Trieste il 15,9 per cento e Gorizia l’11,2 per cento. In pratica, quasi un’automobile regionale su due ricade nella provincia udinese.vAnche analizzando il parco per anno di immatricolazione, la fascia più consistente resta quella dei mezzi immatricolati fino al 2009, che corrisponde proprio al 38,7 per cento delle vetture ancora in circolazione.
Le auto nuove diminuiscono
A confermare che il rinnovo del parco procede a un ritmo più contenuto c’è il dato delle prime iscrizioni. Nel 2025 in Friuli Venezia Giulia sono state registrate 21 mila 971 autovetture nuove di fabbrica, il 7,9 per cento in meno rispetto alle 23 mila 846 dell’anno precedente.
Negli ultimi cinque anni l’andamento è stato tutt’altro che lineare: 25 mila 167 prime iscrizioni nel 2021, 20 mila 331 nel 2022, 22 mila 786 nel 2023, 23 mila 846 nel 2024 e 21 mila 971 nel 2025. Il massimo del periodo resta quindi quello del 2021. Il rapporto ricorda che proprio quell’anno il mercato aveva beneficiato anche degli incentivi statali e regionali, in particolare per le motorizzazioni elettriche e ibride.
Per ogni auto nuova, oltre tre passaggi di proprietà
C’è poi un secondo dato che aiuta a capire come si muove il mercato automobilistico regionale. Nel 2025 sono stati registrati 67 mila 95 trasferimenti netti di proprietà di autovetture, contro 21 mila 971 prime iscrizioni di auto nuove. Il rapporto è di poco superiore a tre a uno: per ogni nuova autovettura iscritta, si registrano oltre tre passaggi di proprietà.
Non significa necessariamente che ogni trasferimento riguardi un’auto vecchia, ma mostra quanto il circuito dei veicoli già immatricolati sia numericamente più ampio rispetto all’ingresso di automobili nuove. Nel complesso, considerando tutte le categorie di mezzi, i trasferimenti netti raggiungono quota 90 mila 275. Dopo le automobili ci sono i motocicli con 12 mila 922 passaggi, gli autocarri per il trasporto merci con 7 mila 442 e gli autoveicoli speciali o specifici con 1.723.
Il diesel crolla tra le nuove iscrizioni
Se il parco complessivo invecchia, la composizione delle auto nuove sta invece cambiando rapidamente. Nel 2025 la tipologia più numerosa tra le prime iscrizioni è l’ibrido benzina, con 10 mila 73 vetture. Nel 2021 erano 8 mila 312: l’incremento è del 21,2 per cento. Nello stesso arco di tempo le nuove auto a benzina sono diminuite del 31,3 per cento, passando da 9 mila 750 a 6 mila 702. Ancora più marcato il calo del diesel: dalle 3 mila 994 prime iscrizioni del 2021 alle 1.536 del 2025, con una diminuzione del 61,5 per cento.
Cresce invece il benzina/Gpl, da 984 a 1.521 vetture, con un aumento del 54,6 per cento. Le elettriche passano da 1.152 a 1.214, con un aumento del 5,4 per cento, mentre le ibride diesel salgono da 820 a 917, con una crescita dell’11,8 per cento. Il cambiamento è quindi molto evidente nelle vetture che entrano oggi nel parco, ma necessita di tempo per modificare la composizione dell’insieme delle oltre 836 mila automobili già circolanti.
Nell’usato benzina e diesel rappresentano oltre l’84 per cento A dimostrarlo sono anche i trasferimenti di proprietà. Nel 2025 il 44,5 per cento delle autovetture trasferite è a benzina e il 39,8 per cento a gasolio. Sommandole, le due alimentazioni tradizionali rappresentano l’84,3 per cento dei trasferimenti. Seguono l’ibrido benzina con l’8,9 per cento, benzina/Gpl con il 3,2 per cento e ibrido diesel con il 2,1 per cento. L’elettrico rappresenta l’1,1 per cento.
Sono numeri che mostrano una differenza netta tra la composizione delle nuove iscrizioni, dove l’ibrido benzina è ormai al primo posto, e quella dei veicoli che cambiano proprietario, ancora dominata da benzina e diesel.
Meno diesel nuovi, ma aumentano le vendite di gasolio
Un’altra differenza emerge confrontando le immatricolazioni con i consumi di carburante. Nonostante il forte calo delle nuove auto diesel, nel 2025 in Friuli Venezia Giulia sono state vendute 549,6 mila tonnellate di gasolio, contro le 530,4 mila del 2024. Non è una contraddizione nei dati. Il rapporto regionale precisa che l’elevato volume delle vendite è collegato sia ai rifornimenti dei mezzi in transito sia alla consistenza del parco esistente: il 36,6 per cento delle automobili circolanti in regione è ancora diesel.
Sale anche la benzina senza piombo, dalle 224,4 mila tonnellate del 2024 alle 243,6 mila del 2025, con un aumento dell’8,6 per cento. Ancora più forte la crescita del Gpl: dalle 6 mila 302 tonnellate del 2024 alle 9 mila 186 del 2025, con un aumento del 45,8 per cento. Nello stesso periodo le immatricolazioni di vetture benzina/Gpl sono aumentate del 12,6 per cento.
Per andare al lavoro il 74,5 per cento guida l’auto
Infine c’è il tema dell’utilizzo. Perché il peso dell’automobile in Friuli Venezia Giulia non riguarda soltanto il numero dei mezzi posseduti. Secondo i dati Istat riportati nel rapporto, nel 2025 il 74,5 per cento degli occupati raggiunge il luogo di lavoro guidando un’auto. La media nazionale è del 71 per cento. Le altre modalità presentano percentuali molto più basse: il 10,1 per cento va a piedi, il 4,2 per cento utilizza la bicicletta, il 3,9 per cento tram o autobus, il 3,7 per cento moto o ciclomotori, il 3,4 per cento viaggia in auto come passeggero e il 2,5 per cento prende il treno. I tragitti sono però mediamente più brevi rispetto al resto d’Italia. Il 42,2 per cento degli occupati raggiunge il luogo di lavoro in non più di 15 minuti, contro il 35,8 per cento nazionale. Soltanto l’11,3 per cento impiega più di mezz’ora, mentre la media italiana sale al 16,2 per cento. Mettendo insieme i diversi indicatori, il quadro restituito dal rapporto è quindi abbastanza netto: in Friuli Venezia Giulia il numero delle automobili continua ad aumentare e l’auto rimane il principale mezzo utilizzato per andare al lavoro; contemporaneamente cresce la quota delle vetture con almeno 16 anni e nel 2025 diminuiscono le nuove immatricolazioni.
Sono tre fenomeni distinti, ma documentati dagli stessi dati: più auto complessivamente, una maggiore incidenza delle vetture più anziane e meno nuove iscrizioni rispetto all’anno precedente. Ed è proprio nel rapporto tra questi numeri che si legge oggi l’evoluzione del parco automobilistico regionale.
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