Sono disponibili le Linee guida europee per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti all’amianto, elaborate dalla Commissione UE con l’obiettivo di agevolare l’adempimento degli obblighi da parte delle imprese. Il documento affronta, tra gli altri aspetti, la valutazione del rischio, le misure di controllo dell’esposizione, il monitoraggio, la formazione, la sorveglianza sanitaria e la gestione dei materiali contenenti amianto (MCA).
Rischio amianto: le Linee guida europee per la gestione dei lavoratori esposti
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha reso disponibili le “Guidelines for managing asbestos related health and safety risks at work” (Linee guida per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti all’amianto), elaborate dall’Unità C2 Salute e sicurezza sul lavoro della Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione della Commissione europea, in collaborazione con RPA Europe Prague e con i rappresentanti tripartiti del Gruppo di lavoro sui prodotti chimici del Comitato consultivo per la salute e la sicurezza sul lavoro.
La guida, realizzata grazie ad un ampio coinvolgimento delle parti interessate, comprende inoltre oltre 50 fotografie relative a interventi reali di gestione dell’amianto e oltre 40 casi di studio, nonché altri esempi pratici.
Attualmente disponibile in lingua inglese, la guida si propone di aggiornare le precedenti indicazioni europee alla luce dei più recenti sviluppi tecnici, giuridici e scientifici, aumentando la consapevolezza sui rischi dell’amianto e favorendo la diffusione delle buone pratiche nei luoghi di lavoro.
Natura e struttura della guida
La guida non è un documento giuridicamente vincolante. Si basa sulla legislazione dell’UE – affrontata nel capitolo 2 – a partire dalla Direttiva 2009/148/EC. Le informazioni contenute nella guida devono essere lette in riferimento alla legislazione nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL).
Il documento è suddiviso in capitoli relativi ad argomenti generali e a specifiche situazioni di esposizione. I primi 12 capitoli sono generali e si applicano a tutte le situazioni di esposizione. I capitoli da 13 a 17 coprono specifiche situazioni di esposizione in cui è possibile rinvenire l’amianto. Sono presenti diversi allegati che forniscono un glossario e informazioni tecniche aggiuntive.
Valutazione e gestione del rischio amianto
Uno dei nuclei centrali del documento è rappresentato dalla asbestos risk assessment, che deve consentire di identificare la presenza, o la probabile presenza, di amianto e materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro e di valutare il rischio conseguente per i lavoratori.
La valutazione considera, tra gli altri aspetti, la natura e il grado dell’esposizione, i dati di monitoraggio dell’aria, la possibile esposizione di persone non direttamente coinvolte nelle attività e l’efficacia delle misure di controllo.
Il documento sottolinea inoltre che la valutazione deve essere completa, affidabile e rappresentativa della situazione effettiva, con una revisione regolare e una revisione necessaria quando vi sia motivo di ritenere che non sia corretta o intervenga un cambiamento significativo nell’attività.
Quando deve essere rivista la valutazione
Tra le situazioni che possono richiedere una revisione vengono indicate, ad esempio:
- il deterioramento, danneggiamento o degradazione dei materiali contenenti amianto (MCA),
- modifiche delle modalità di lavoro o dei metodi di controllo del rilascio di fibre,
- nuovi risultati del monitoraggio dell’aria che indicano livelli di esposizione superiori a quelli precedentemente valutati,
- identificazione di ulteriore amianto o MCA nel luogo di lavoro,
- incidenti quali incendi, esplosioni, danni strutturali, allagamenti o cedimenti del terreno,
- introduzione di nuovi requisiti legali o normativi.
Il documento dedica inoltre attenzione alla documentazione della valutazione del rischio, indicando le informazioni che possono essere riportate nel relativo documento, tra cui metodologia utilizzata, risultati dell’indagine sui materiali, natura e grado dell’esposizione, risultati del monitoraggio dell’aria e misure di controllo aggiuntive.
Identificazione dell’amianto e materiali contenenti amianto (MCA)
Le Linee guida considerano l’identificazione della presenza di amianto e dei materials containing asbestos (MCAs) una componente essenziale della gestione del rischio.
Il processo di identificazione dei MCA (materiali contenenti amianto) comprende tipicamente le seguenti fasi:
- raccogliere informazioni sui locali, inclusi l’anno di costruzione, la cronologia delle ristrutturazioni e le tipologie di materiali;
- incaricare una persona o un’azienda competente con formazione, qualifiche ed esperienza adeguate nell’identificazione dell’amianto per condurre ispezioni visive approfondite, esaminando tutte le aree, comprese quelle nascoste ove possibile, e per organizzare il campionamento e l’analisi dei materiali sospetti da parte di laboratori accreditati;
- etichettare i MCA identificati e aggiornare i relativi registri dell’amianto, come gli inventari specifici del sito o i registri locali o nazionali.
Monitoraggio dell’aria e valori limite di esposizione
L’esposizione dei lavoratori a polveri da amianto o da materiali contenenti amianto (MCA) deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, a un livello che sia tecnicamente il più basso possibile al di sotto dei valori limite di esposizione professionale.
A partire dal 21 dicembre 2029, i datori di lavoro dovranno applicare una delle due opzioni relative ai valori limite a seconda che le fibre con una larghezza inferiore a 0,2 µm siano incluse o meno nella misurazione:
- se le fibre con diametro inferiore a 0,2 µm vengono incluse, il limite è di 0,01 fibre/cm³ come media ponderata nel tempo di 8 ore (TWA);
- se non vengono incluse, si applica il valore più severo di 0,002 fibre/cm³.
Le misure di controllo
Le misure di controllo sono progettate per prevenire o ridurre al minimo il rilascio di fibre di amianto nell’aria e ridurre l’esposizione dei lavoratori. Esse devono essere attuate e, se necessario, perfezionate sulla base dei risultati della valutazione del rischio amianto.
Occorre, in ogni caso, seguire il principio della gerarchia dei controlli:
- Eliminazione: eliminare i materiali pericolosi come l’amianto attraverso interventi di bonifica.
- Misure tecniche: applicare controlli ingegneristici per isolare fisicamente le persone dal pericolo. Gli esempi includono confinamenti, tecniche di bagnatura e sistemi di ventilazione e filtrazione per ridurre le concentrazioni di fibre di amianto aerodisperse.
- Misure organizzative: introdurre procedure e politiche per ridurre l’accesso e l’esposizione, tra cui la formazione, la pianificazione del lavoro per limitare i tempi di esposizione, la delimitazione delle aree e pratiche di lavoro sicure.
- DPI: fornire dispositivi come dispositivi di protezione respiratoria (RPD – Respiratory protection devices) e indumenti protettivi quando altri controlli non consentono di ridurre sufficientemente l’esposizione. Al momento dell’acquisto dei DPI, i datori di lavoro devono assicurarsi che i prodotti siano conformi al Regolamento (UE) 2016/425.
Formazione e competenze per i lavoratori
I datori di lavoro devono assicurarsi che tutti i lavoratori che sono, o rischiano di essere, esposti a polveri di amianto o di materiali contenenti amianto (MCA) ricevano una formazione adeguata.
Ampio spazio è dunque dedicato alla formazione, che deve comprendere aspetti relativi all’identificazione dell’amianto, nonché alla selezione e al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione respiratoria e se del caso: i rischi associati all’esposizione all’amianto; pratiche di lavoro sicure per la manipolazione, la rimozione o l’incapsulamento/sigillatura dei MCA (materiali contenenti amianto); aspetti di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) legati alla gestione dei potenziali rifiuti contenenti amianto (WCA); procedure di intervento per incidenti quali il rilascio incontrollato di polvere di amianto nel luogo di lavoro.
Sorveglianza sanitaria, incidenti e gestione dei rifiuti
La sorveglianza sanitaria riguarda tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti all’amianto. Qualora il medico o l’autorità responsabile della sorveglianza sanitaria lo ritenga necessario, la sorveglianza sanitaria deve proseguire anche dopo la fine dell’esposizione, in conformità con la legislazione nazionale.
Gli obiettivi includono identificare i lavoratori vulnerabili, compresi coloro per i quali possono essere necessarie restrizioni all’esposizione o rilevare precocemente gli effetti negativi sulla salute dei lavoratori, il che può migliorare le possibilità di un trattamento efficace e/o prevenire il peggioramento delle condizioni di salute.
Gestione dei rifiuti contenenti amianto
I rifiuti di amianto, definiti anche rifiuti contenenti amianto (WCA), comprendono l’amianto, i materiali contenenti amianto (MCA) e qualsiasi prodotto in amianto di cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo legale di disfarsi. Poiché l’amianto è stato ampiamente utilizzato nei materiali da costruzione, la maggior parte dei WCA deriva da attività di manutenzione, ristrutturazione e demolizione degli edifici.
Per la gestione dei rifiuti contenenti amianto, le Linee guida includono inoltre un apposito allegato dedicato ai codici dei rifiuti contenenti amianto e ai relativi metodi di smaltimento.
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