Gasp risponde al mercato con le sue idee: così la Roma può fare a meno dell’ala sinistra


L’ala non c’è. E Gasp dovrà farsene una ragione. A modo suo, come sempre. Il suo grande desiderio di mercato è rimasto tale. Il gong è suonato e l’unica possibilità, adesso, è pescare tra gli svincolati. Ma forse è arrivato il momento di smettere di parlare di quello che manca. E guardare a quello che c’è. Perché nelle prime due partite l’assenza dell’ala non si è sentita. Nemmeno un po’. Merito dei giocatori. Ma soprattutto di Gasperini. Gasp sta costruendo una Roma diversa. Una Roma aggressiva, tecnica, feroce. Una squadra che sembra sapere sempre cosa fare. E che, soprattutto, sbaglia pochissimo. Ghilardi ne è l’ultimo esempio. Entrato a freddo al posto di Ndicka a Lecce, non ha tremato. Anzi. Ha dominato. Una prestazione che racconta bene cosa sta riuscendo a fare il tecnico. Imprimere una mentalità. E allora i tifosi possono stare tranquilli. Perché l’ala non c’è. Ma le soluzioni sì. Contro la Fiorentina Gasp ha messo Mora a sinistra e ha cambiato tre volte modulo. A Lecce ha scelto Soulé. Due partite. Due 4-0. E in entrambe la Roma avrebbe potuto segnare ancora. Adesso, però, arriva la parte difficile. Dimostrare che questa squadra può giocarsela con tutti anche senza quell’elemento che Gasp voleva più di ogni altro. Fino a gennaio sarà questa la sfida.


Gasp ha perso il suo obiettivo, non le soluzioni

Un puzzle incompleto. È vero. La Roma ha solo 20 giocatori di movimento e per una stagione da Champions, tra campionato ed Europa, probabilmente serviva qualcosa in più. Ma ormai non si può tornare indietro. Il mercato è chiuso e Gasp dovrà costruire la sua squadra con quello che ha. L’obiettivo è sfumato. Le soluzioni, invece, sono ancora tutte da trovare. Perché Gasp è così. Quando manca qualcosa, prova a inventarsela. La prima idea porta a Mora. Non come semplice alternativa, ma come possibile protagonista della nuova Roma. Il portoghese ha tutto per diventare uno dei giocatori più importanti della squadra e il tecnico lo ha capito fin dai primi giorni.

Un gol, tante giocate e quella sfrontatezza che appartiene ai giocatori destinati a lasciare il segno. Mora non ha paura di prendersi responsabilità. E Gasp, invece di limitarlo, lo sta accompagnando nel percorso per trasformarlo in un giocatore ancora più completo. Anche largo a sinistra. Non è il suo ruolo naturale. Mora preferisce stare dentro al campo, ricevere palla e giocare vicino alla porta. Ma al Porto ha già occupato quella posizione e contro la Fiorentina Gasp lo ha riproposto proprio lì. Non ha incantato. Ma ha dato una risposta importante: può farlo. E questo, per il tecnico, è già un punto di partenza. Il mercato non gli ha dato l’ala. Allora proverà a costruirsela in casa.

Il Soulé di Lecce e Pellegrini: così può cambiare l’attacco

Soulé non ha sorriso a Lecce. È uscito dal campo con il volto scuro. Forse per le voci di mercato che lo hanno accompagnato fino all’ultimo e che lo hanno raccontato lontano da Roma. Ma in campo, Mati, ha dato un’altra risposta. Quella che conta. Un gol. Tante giocate. Corsa e sacrificio. Soulé è tornato decisivo e lo ha fatto in un ruolo particolare, quello che potrebbe diventare una delle soluzioni di Gasp. A sinistra. Alle spalle di Malen e vicino a Dybala, Mati si è mosso in una zona che non è propriamente casa sua. Ha perso qualcosa della sua fantasia, è vero. Ma ha guadagnato concretezza. E il gol è lì a dimostrarlo.

Non è detto che debba diventare la sua posizione definitiva. Ma in una stagione lunga, avere una soluzione del genere può fare la differenza. Perché giocare è sempre la risposta. E con questo Dybala, oggi, è difficile pensare di togliere la Joya dal campo. Poi c’è Pellegrini. La soluzione dentro la soluzione. Lorenzo conosce già quella posizione. L’ha ricoperta nella scorsa stagione e Gasp sa cosa può dargli. Non a caso, è stato proprio il tecnico a spingere per il suo rinnovo. Pellegrini vuole sentirsi importante. Vuole tornare a essere protagonista con quella maglia che considera ancora sua. Ora è fermo ai box. Ma corre verso il rientro. E quando tornerà, Gasp avrà un’altra carta da giocare sulla sinistra.

Il cambio modulo

3-4-1-2, 3-5-1-1, 4-4-2. No, non stiamo dando i numeri. Sono i tre moduli utilizzati da Gasperini contro la Fiorentina. Tre cambi di pelle nella stessa partita, per una Roma che sta imparando a non dare punti di riferimento. È qui che si vede il lavoro di Gasp. Il tecnico ha trasformato una necessità in un’opportunità. L’ala sinistra non è arrivata, ma invece di legarsi a un’unica soluzione ha iniziato a cambiare la sua Roma. Nella scorsa stagione il suo 3-4-2-1 era quasi intoccabile. Una certezza. Oggi, invece, Gasp sta mostrando una versione più imprevedibile della sua squadra. Contro la Fiorentina ha cambiato tre volte. Non per confondere gli altri. Ma per non dare certezze a nessuno. È una Roma più camaleontica. Più difficile da leggere.

E forse proprio per questo più adatta a una stagione lunga. Poi, contro il Lecce, è tornato il vecchio 3-4-2-1. Ma anche lì c’era qualcosa di diverso. I difensori sono diventati attaccanti aggiunti. Mancini ha passato più tempo nella metà campo avversaria che nella propria. Ghilardi, nel primo tempo, ha fatto lo stesso. Non è una novità assoluta per Gasp. La novità è la continuità. Perché se porti più uomini in avanti, l’assenza dell’ala si sente meno. La fascia può essere occupata da Soulé o Mora, senza chiedere loro di fare tutto quello che farebbe un esterno di ruolo. Meno compiti. Più libertà. Ed è proprio questo il punto. Gasp non sta cercando di copiare l’ala che non è arrivata. Sta cercando di costruire una Roma che non ne abbia necessariamente bisogno. Il mercato gli ha tolto un pezzo. Lui ha cambiato il puzzle. E per ora, il risultato è perfetto. Pochi rischi. Massima resa.


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