cosa cambia per sicurezza e mobilità


RomaIl Ministero dei Trasporti vara la nuova bozza: dai 150 km/h in autostrada alle sanzioni per i pedoni distratti dallo smartphone, ecco come cambiano le regole della mobilità.

L’obiettivo è innalzare i livelli di sicurezza sulle strade italiane, garantendo una maggiore protezione agli utenti vulnerabili e armonizzando il quadro normativo con le più recenti evoluzioni tecnologiche. Attraverso una riorganizzazione organica che punta a superare l’attuale frammentarietà delle regole, il testo tocca ambiti che spaziano dalla micromobilità urbana alla gestione dei flussi autostradali, prevedendo un deciso inasprimento delle sanzioni per le condotte più pericolose. È quanto prevede il Nuovo codice della strada varato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e destinato a cambiare le regole della mobilità.

I NUOVI VALORI GUIDA E L’EDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE

La nuova disciplina la cui bozza in consultazione è stata analizzata da AGEEI, si poggia su pilastri interpretativi che il legislatore ha voluto mettere in risalto per orientare il comportamento di chiunque occupi lo spazio pubblico. Ogni utente è chiamato a rispettare il principio di precauzione, agendo per prevenire pericoli, e quello di responsabilità, rispondendo delle proprie azioni in base alle circostanze.

Si introduce inoltre il dovere di solidarietà sociale, che rende obbligatorio il soccorso in caso di sinistro o intralcio. Sul fronte ambientale, la riforma promuove la sostenibilità e la neutralità tecnologica, incentivando la mobilità a basse emissioni e quella pedonale. Per radicare questi concetti, il Ministero prevede programmi triennali di diffusione della cultura della sicurezza stradale, imponendo alle scuole di ogni ordine e grado l’inserimento di percorsi educativi specifici dedicati al comportamento corretto e all’uso della bicicletta.

STRETTA SUI MONOPATTINI: OBBLIGO DI CASCO, ASSICURAZIONE E TARGA

Il settore dei monopattini elettrici subisce una vera e propria rivoluzione normativa. Per poter circolare, questi mezzi dovranno rispettare standard costruttivi rigidi: potenza non superiore a 0,5 kW, presenza di regolatore di velocità, marcatura CE, indicatori luminosi di svolta e freni su entrambi gli assi. Le novità più impattanti riguardano però gli obblighi amministrativi e di sicurezza: diventano infatti obbligatori il contrassegno identificativo (una targa plastificata e adesiva), la copertura assicurativa per la responsabilità civile e l’uso del casco protettivo per tutti i conducenti, indipendentemente dall’età.

I monopattini non potranno più circolare contromano, sui marciapiedi o su strade extraurbane. I limiti di velocità sono fissati a 6 km/h nelle aree pedonali e a 20 km/h nelle altre zone urbane, con il divieto di procedere affiancati in più di due unità. Anche la sosta sui marciapiedi viene vietata, a meno di aree specifiche individuate dai Comuni, i quali dovranno pubblicare le coordinate GPS degli stalli sui propri siti istituzionali. Tali restrizioni si estendono anche ad altri dispositivi come hoverboard, segway e monowheel, limitandone l’uso alle sole aree autorizzate.

TUTELA DEI CICLISTI E NUOVE NORME PER IL SORPASSO SICURO

La riforma introduce tutele rafforzate per chi sceglie le due ruote, cercando di favorire una convivenza armoniosa con i mezzi a motore. Se presenti, i ciclisti devono utilizzare le piste riservate. Una delle norme più attese riguarda il sorpasso: i conducenti di auto e mezzi pesanti dovranno mantenere una distanza laterale di almeno 1,5 metri quando superano una bici o un monopattino, o comunque adeguare la velocità se lo spazio non lo consente. Il casco diventa obbligatorio per i minori di quattordici anni e per tutti i conducenti di cicli a propulsione.

La visibilità è un altro punto chiave: di notte o in galleria, i ciclisti dovranno azionare luci anteriori e posteriori e indossare giubbotti retroriflettenti fuori dai centri abitati. Per le famiglie, è ora permesso ai maggiorenni trasportare fino a due bambini sotto gli otto anni su mezzi appositamente attrezzati. Regole specifiche riguardano i ciclisti sportivi, che possono viaggiare affiancati in massimo due file, formando gruppi di non più di otto persone distanziati di cinquanta metri l’uno dall’altro. Infine, handbike e bici molto basse (sotto i 40 cm) dovranno obbligatoriamente esporre una bandierina di segnalazione per essere visibili.

VELOCITÀ E FLUIDITÀ: IPOTESI 150 KM/H E REGOLE PER LE ROTATORIE

I limiti di velocità restano generalmente invariati (130 km/h in autostrada, 50 km/h in città), ma con eccezioni significative. Gli enti gestori potranno innalzare il limite a 150 km/h sui tratti autostradali a tre corsie più emergenza, purché dotati di sistemi Tutor e con statistiche di incidentalità favorevoli. Nei centri abitati, su strade di scorrimento idonee, il limite potrà salire a 70 km/h. In caso di pioggia, i limiti scendono a 110 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali.

Per i neopatentati, le sanzioni per eccesso di velocità sono raddoppiate per il primo triennio. La bozza chiarisce anche la gestione delle rotatorie “alla francese”: la precedenza spetta a chi è già nell’anello, e chi deve uscire subito deve tenersi sulla destra. Per migliorare la fluidità in autostrada, nella corsia di sinistra è vietato scendere sotto i 100 km/h. Una nota di flessibilità è concessa ai motociclisti in caso di code: potranno usare la corsia di emergenza a bassa velocità per raggiungere l’uscita, ma solo a partire da 500 metri dallo svincolo.

TOLLERANZA ZERO PER ALCOL E DROGHE CON L’ESORDIO DELL’ALCOLOCK

L’approccio contro la guida alterata si fa durissimo. Per i minori di 21 anni, i neopatentati e i professionisti del trasporto, il limite alcolemico scende a zero. Per gli altri, le sanzioni penali scattano sopra gli 0,8 g/l con multe fino a 3.200 euro e arresto. Oltre l’1,5 g/l, l’ammenda può arrivare a 6.000 euro con confisca del mezzo. In caso di recidiva o incidente, scatta il divieto di guida permanente.

La vera innovazione tecnologica è l’alcolock: i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza dovranno installare a proprie spese un dispositivo che impedisce l’accensione del motore se rileva alcol nel fiato. Manomettere questo sistema comporterà il raddoppio delle sanzioni. Sul fronte droghe, le procedure di accertamento diventano più rapide, permettendo alla polizia di effettuare test salivari direttamente su strada e, in caso di esito positivo, procedere al prelievo ematico presso strutture sanitarie.

LOTTA ALLA DISTRAZIONE: DIVIETO DI SMARTPHONE E BLOCCO VIDEO IN MARCIA

La distrazione tecnologica è finita sotto la lente del Ministero con l’obiettivo di eliminare l’uso di smartphone, tablet e notebook che allontanino le mani dal volante. Oltre ai divieti già noti, la riforma introduce una norma specifica contro l’alterazione dei sistemi di infotainment. È severamente vietato installare software o dispositivi atti a bypassare i blocchi di sicurezza originali dei veicoli per riprodurre video o filmati sugli schermi di bordo mentre il mezzo è in movimento. Queste regole valgono anche per gli istruttori durante le lezioni di guida, per garantire che la vigilanza sull’allievo sia totale.

RESPONSABILITÀ DEI PEDONI: STOP AI CELLULARI DURANTE L’ATTRAVERSAMENTO

La riforma non dimentica chi si muove a piedi, imponendo norme di comportamento più rigide per ridurre gli investimenti. I pedoni non devono effettuare movimenti bruschi o cambi di direzione improvvisi quando attraversano la carreggiata.

È vietato passare davanti a bus o tram fermi e attraversare in diagonale negli incroci o vicino ai dossi. Di notte, su strade extraurbane buie, i pedoni devono rendersi visibili con giubbotti retroriflettenti o luci arancioni. Un punto di rottura col passato è il divieto di utilizzare smartphone o tablet mentre si attraversa la strada: l’attenzione visiva e uditiva deve essere costante. È concesso solo l’uso di auricolari, purché non isolino completamente il pedone dai rumori del traffico.

SOSPENSIONE BREVE DELLA PATENTE E NUOVO SISTEMA SANZIONATORIO

L’impianto sanzionatorio viene semplificato e reso più immediato. Scompare la distinzione tra ritiro e sospensione, sostituiti dal “divieto di guida di veicoli che richiedono la patente”, misura che colpisce anche chi non possiede ancora il titolo o ha una patente estera. Esordisce la sospensione breve: per infrazioni come il mancato uso delle cinture, l’uso del cellulare o eccessi di velocità sopra i 20 km/h, la patente viene sospesa automaticamente per 7 giorni se il saldo punti è tra 10 e 19, e per 15 giorni se è inferiore a 10. Per i neopatentati, la decurtazione dei punti è raddoppiata per i primi tre anni.

Se si esauriscono i 20 punti, è obbligatorio sottoporsi a esame di idoneità tecnica entro 90 giorni, senza attendere provvedimenti formali. Per i conducenti stranieri, verrà creata una banca dati nazionale per monitorare e sanzionare le infrazioni commesse in Italia.

CONTROLLI REMOTI VIA VIDEOSORVEGLIANZA E NOTIFICHE ENTRO 30 GIORNI

Il monitoraggio tecnologico delle strade compie un salto di qualità. La polizia stradale potrà sanzionare violazioni come la guida contromano, il mancato uso del casco o della corsia di emergenza semplicemente visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza già attive per il traffico, senza bisogno di nuovi dispositivi omologati, purché l’analisi avvenga entro 24 ore. Per rendere il sistema più equo ed efficiente, il termine per notificare le multe accertate da remoto scende drasticamente da 90 a 30 giorni. Per la misurazione della velocità, si conferma la tolleranza del 5% (minimo 5 km/h) per Tutor e autovelox, mentre per i dati del cronotachigrafo lo scarto fisso è di 6 km/h.

PIANIFICAZIONE URBANA, ZTL E PROTEZIONE DEI SITI UNESCO

Ai Comuni viene data maggiore autonomia, ma con obblighi di trasparenza. Le Giunte potranno definire ZTL, aree pedonali e zone ciclabili con limite a 30 km/h. L’accesso alle ZTL potrà essere a pagamento e modulato sulle emissioni del veicolo, garantendo la gratuità per elettriche e ibride. Tuttavia, per poter multare da remoto, i Comuni dovranno obbligatoriamente registrare le proprie aree riservate in una piattaforma nazionale telematica.

Per tutelare i beni culturali, Comuni e Regioni potranno, d’intesa con il Prefetto, vietare la circolazione vicino ai siti UNESCO. Sul piano industriale, i costruttori rischiano multe fino a 40.000 euro se non garantiscono la conformità dei sistemi di scarico alle norme UE. Infine, si segnala una stretta sui carichi: vietato il trasporto di oggetti divisibili che sporgano dalla sagoma, mentre per i trasporti eccezionali che danneggiano ponti o sottopassi sono previste sanzioni pesantissime e l’immobilizzazione del mezzo.

Nuovo CDS Bozza per consultazione

www.ageei.eu

www.mit.gov.it





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