La casa tedesca ripropone la sua rivoluzionaria berlina aerodinamica nella versione e-tron, rivisitandone forme e concetti. Oggi come ieri a dettare legge è la ricerca della maggiore efficienza possibile, per contenere i consumi e aumentare l’autonomia
Ci sono, nella storia dell’automobile, modelli che non hanno incontrato il successo che avrebbero meritato semplicemente perché troppo avanzati rispetto al loro tempo e, per questo, non capiti. È un po’ quello che successe all’Audi con l’A2, lanciata nell’estate del 2000 dopo che la casa tedesca aveva saggiato gli umori del pubblico con un prototipo, presentato al Salone di Francoforte del 1997 e battezzato Al2. Sigla che già all’epoca alludeva all’alluminio, materiale con il quale veniva costruita la struttura portante (l’Audi Space Frame) della vettura, così leggera da permettere alla versione con motore 1.200 turbodiesel di percorrere 100 km con soli 3 litri di carburante.
Una storia di tecnica
Complessità tecnica, che comportava un costo elevato, e linea monovolume non da tutti apprezzata ne limitarono il successo, tanto che la produzione dell’A2 finì nel 2005: dovranno passare altri cinque anni prima che l’Audi tornasse a cimentarsi con un modello compatto, l’A1 del 2010. I tempi cambiano, però, le esigenze mutano e certe soluzioni possono tornare di attualità. Al punto da indurre l’Audi a tornare sui propri passi dopo una ventina d’anni e a riproporre un’A2 e-tron che, sotto molti aspetti, s’ispira alla filosofia del progetto originario. Sono, infatti, facilmente riconoscibili le forme da monovolume compatta, la cura per l’aerodinamica e la ricerca della massima efficienza energetica: diversa, come c’era da aspettarsi, è invece la soluzione propulsiva, affidata oggi non più a sobri motori termici, ma a powertrain elettrici con vari livelli di potenza.
Comanda l’efficienza
Dal punto di vista del design, la somiglianza con l’A2 degli anni Novanta è evidente. Ma non si tratta solo di un vezzo stilistico o della ricerca di un’eredità da enfatizzare: sono le leggi dell’aerodinamica a indicare nella silhouette streamline, con linee pulite e continue e tetto concavo, inclinato verso la parte posteriore, una delle soluzioni ottimali dal punto di vista della dinamica dei fluidi. Altri accorgimenti in questo senso si rilevano dalla presenza delle air curtian, le feritoie in corrispondenza degli archi dei passaruota che indirizzano l’aria lungo le fiancate evitando turbolenze, e i wheel gap reducer, piccoli elementi degli archi ruota che diminuiscono lo spazio tra gli pneumatici e la lamiera, facendo in modo che non si producano vortici che rallentano la vettura. Se aggiungiamo il sottoscocca integralmente carenato, lo spoiler che separa in due parti il lunotto, l’estrattore posteriore e il disegno particolare dei cerchi, potremmo quasi pensare che all’A2 e-tron abbiano lavorato ingegneri con la testa proiettata alla Formula 1, nella quale peraltro Audi ha debuttato proprio quest’anno. Lo scopo, qui, però è diverso: più che le prestazioni assolute, a contare è l’efficienza, cioè la capacità di trasformare l’energia (nello specifico, elettrica) nel massimo rendimento utile (l’autonomia consentita da una ricarica della batteria). E poter contare su un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,24, considerato dalla casa tedesca tra i migliori nel campo delle vetture compatte, è certamente essenziale per perseguire questo scopo.
Spazio e tecnologia
La grande attenzione dedicata nella definizione delle forme dell’A2 e-tron agli aspetti tecnici non rende comunque la vettura priva di personalità: sono, anzi, i dettagli a conferirle un carattere distintivo. Il frontale, per esempio, ha spigoli smussati e una griglia nera che integra i proiettori e i sensori dei sistemi di assistenza alla guida (un altro richiamo all’A2 del passato), mentre le maniglie delle portiere (ad attivazione elettrica) sfoggiano un profilo particolare, che la casa definisce “alare”. Lunga 4 metri e 32 cm, l’A2 di nuova generazione beneficia di un passo di 2,77 metri, analogo a quello di un Suv di categoria superiore come la Q4 e-tron: a trarne vantaggio è l’abitabilità, in particolare quella destinata ai passeggeri posteriori. Davanti, invece, un beneficio in termini di spazio deriva dalla collocazione di diversi comandi sul piantone dello sterzo, come il satellite del selettore della trasmissione posto a destra e gli elementi di controllo di luci e tergicristalli sulla sinistra. La componente digitale della plancia è affidata alla strumentazione racchiusa nell’Audi virtual cockpit da 11,9 pollici e nello schermo curvo del sistema multimediale da 12,8 pollici; a richiesta è disponibile l’head-up display, che proietta le informazioni fondamentali in profondità nel parabrezza con la realtà aumentata. Altri dettagli interessanti sono il nuovo sistema Fidlock, che consente di spostare fissare nell’abitacolo e nel bagagliaio, utilizzando magneti e un sistema meccanico di bloccaggio, accessori come portabicchieri, custode per i cavi di ricarica o cinghie di fissaggio, il pianale di altezza variabile del bagagliaio, la cui capacità spazia da 396 a un massimo di 1.336 litri, e la funzione vehicle-to-load, che permette, attraverso una presa di corrente, di utilizzare l’energia della batteria di trazione per caricare oggetti esterni. Quanto alla connessione digitale, l’A2 e-tron mette a disposizione i sistemi Outlook e Teams della Microsoft, gestibili anche con comandi vocali, per inviare e-mail e tenere riunioni a distanza, trasformando l’A2 e-tron in una sorta di ufficio viaggiante.
Impara a parcheggiare da sola
A differenza dell’A2 di inizio millennio, che aveva motore e trazione anteriori, la declinazione elettrica si presenta con trazione e propulsore posteriori: quest’ultimo, del tipo sincrono a magneti permanenti, è disponibile in quattro diverse configurazioni, con potenza di 125 kW-170 CV, 140 kW-190 CV, 170 kW-231 CV e 240 kW-326 CV. Tre, invece, i livelli di capacità della batteria, tarati sulle diverse esigenze di utilizzo dei clienti: 52 kWh per la versione d’ingresso, 61 kWh per quella da 190 CV e 84 kWh per le due di maggiore potenza. L’autonomia massima dichiarata è di 646 km, ma il dato che la casa ama sottolineare maggiormente è quello del consumo d’energia, pari a 12,8 kWh per 100 km, un valore che rende l’A2 e-tron l’Audi più efficiente di sempre. La ricarica della batteria può avvenire a una potenza massima di 183 kW alle colonnine in corrente continua, grazie anche alla predisposizione dell’accumulatore attivabile tramite il sistema di pianificazione degli itinerari. Allo stato dell’arte le dotazioni di sicurezza della vettura che comprendono, tra l’altro, la regolazione degli ammortizzatori elettroidraulici in base al programma di guida selezionato (di serie sulla versione top di gamma od optional con il pacchetto efficiency), lo sterzo a demoltiplicazione variabile (di serie o a richiesta) e un’ampia varietà di sistemi elettronici di assistenza alla guida, basati anche su tecnologie predittive, sull’integrazione dei dati online e sui principi del machine learning nelle manovre di parcheggio (in pratica, è sufficiente “insegnare” al sistema la manovra da effettuare perché, in seguito, l’auto la esegua autonomamente). L’Audi A2 e-tron sarà disponibile nelle concessionarie italiane da gennaio del 2027 con prezzi a partire da 38.350 euro.
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