I tre giorni di permesso retribuito previsti dalla Legge 104 possono arrivare a sei per un lavoratore che assiste più persone con disabilità grave, ma solo in presenza dei requisiti stabiliti dalla normativa. Il limite, invece, resta di tre giorni complessivi quando più caregiver assistono la stessa persona.
Legge 104, quando i tre giorni possono diventare sei
La notizia da chiarire è semplice, ma la regola lo è molto meno: i permessi della Legge 104 non sono stati raddoppiati per tutti.
L’articolo 33 della legge n. 104/1992 riconosce al lavoratore dipendente pubblico o privato tre giorni di permesso mensile retribuito, coperti da contribuzione figurativa, per assistere una persona con disabilità in situazione di gravità. La norma consente però al lavoratore di prestare assistenza a più persone con disabilità grave e, in determinate condizioni, di cumulare i relativi permessi.
È proprio qui che può comparire il numero sei: un lavoratore che abbia titolo ad assistere due familiari diversi, entrambi con riconoscimento della situazione di gravità, può arrivare a utilizzare tre giorni per ciascuna persona e quindi raggiungere sei giorni nello stesso mese. Non si tratta, dunque, di un nuovo pacchetto universale di sei giorni.
Il punto è capire chi rientra nelle condizioni previste dalla legge.
Chi può ottenere fino a 6 giorni di permesso
Il cumulo non è libero e non dipende semplicemente dal fatto di essere caregiver di due persone.
L’INPS chiarisce che la possibilità di sommare più permessi riguarda il lavoratore che assiste più persone con disabilità grave, ma stabilisce precisi limiti legati al rapporto familiare. Il cumulo è ammesso quando le persone assistite sono, tra gli altri, il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto oppure un parente o affine entro il primo grado.
Per i parenti o affini entro il secondo grado esiste invece una condizione ulteriore: i genitori o il coniuge della persona con disabilità devono aver compiuto 65 anni, essere affetti da patologie invalidanti, essere deceduti oppure mancanti. È una distinzione che può fare la differenza nella pratica.
Un esempio aiuta a capire la logica della norma: un lavoratore assiste entrambi i genitori, entrambi riconosciuti in situazione di disabilità grave. Se sussistono tutti i requisiti previsti, i permessi possono essere cumulati: tre giorni per il primo genitore e tre per il secondo, fino a sei giornate mensili.
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Non basta, quindi, assistere due familiari. Devono essere rispettate le condizioni previste dall’articolo 33 e dalla relativa disciplina amministrativa.
L’INPS ha ribadito questa possibilità anche nella propria documentazione sulla disabilità e sulla non autosufficienza, spiegando che allo stesso lavoratore può essere riconosciuta la possibilità di cumulare più permessi per assistere familiari diversi.
Due familiari disabili: come funziona il cumulo
Il meccanismo può essere letto come due diritti distinti che fanno capo alla stessa persona che lavora.
Se il lavoratore assiste due persone diverse e per entrambe possiede i requisiti, i tre giorni mensili collegati alla prima assistenza non assorbono quelli collegati alla seconda. Il risultato può essere, appunto, un massimo di sei giorni nel mese.
La situazione cambia però quando il familiare da assistere è uno solo.
Qui la confusione nasce facilmente perché nel 2022 è cambiata una regola significativa. Il decreto legislativo n. 105/2022 ha eliminato il cosiddetto “referente unico dell’assistenza”. Dal 13 agosto 2022 più lavoratori aventi diritto possono quindi alternarsi nell’utilizzo dei permessi per assistere la stessa persona con disabilità grave.
Ma c’è una parola che non va persa: alternativamente.
Due caregiver per la stessa persona: i permessi non raddoppiano
Immaginiamo una madre con disabilità grave assistita da due figli. Entrambi possono, se ne hanno diritto, essere autorizzati a utilizzare i permessi. Non significa però che ciascuno disponga di tre giornate indipendenti, per un totale di sei.
La legge mantiene infatti il limite complessivo di tre giorni al mese per la stessa persona assistita. I caregiver possono dividere o alternare la fruizione, ma non moltiplicare il beneficio.
Se due fratelli assistono lo stesso genitore, per esempio, possono organizzarsi per coprire esigenze diverse nell’arco del mese, ma il tetto resta quello dei tre giorni complessivi. La modifica del 2022 ha quindi ampliato la possibilità di distribuire l’assistenza tra più lavoratori, non la quantità complessiva di permessi riconosciuti per quella persona.
Va detto che la distinzione è particolarmente rilevante anche per chi legge titoli o post che parlano genericamente di “sei giorni con la 104”. Senza indicare quante persone con disabilità vengono assistite, quell’affermazione rischia di essere fuorviante.
Le altre novità sulla Legge 104 nel 2026
Il tema dei sei giorni si inserisce in un quadro di misure che nel 2026 ha visto anche altre modifiche.
Dal 1° gennaio 2026, per determinate categorie di lavoratori è entrato in vigore il diritto a 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami, analisi e cure. La misura è stata introdotta dalla legge n. 106/2025 e riguarda lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con invalidità pari almeno al 74% per determinate patologie oncologiche, croniche o invalidanti; sono previste condizioni specifiche anche per i genitori di figli minorenni con le patologie indicate dalla norma.
Non si tratta, però, di altre 10 ore riconosciute automaticamente a tutti i caregiver che utilizzano la Legge 104. È un beneficio distinto, con propri requisiti.
C’è poi una novità di natura amministrativa che riguarda settembre 2026. Dal mese di competenza di settembre è diventata obbligatoria, nei flussi UniEmens, la compilazione del campo “BaseRif” per i conguagli relativi ai permessi della Legge 104 e ai congedi straordinari. L’INPS precisa che l’adempimento riguarda i datori di lavoro e le modalità di gestione dei conguagli, senza modificare i diritti sostanziali dei lavoratori.
Per chi usufruisce dei permessi, dunque, il quadro può essere sintetizzato così:
- tre giorni al mese per l’assistenza a una persona con disabilità grave, quando sono presenti i requisiti;
- fino a sei giorni quando lo stesso lavoratore assiste più persone diverse e può cumulare i benefici secondo le condizioni previste;
- tre giorni complessivi quando più lavoratori assistono alternativamente la stessa persona;
- 10 ore annue aggiuntive, ma solo per le categorie e le condizioni previste dalla legge 106/2025.
Eppure il nodo resta soprattutto interpretativo. Il numero “sei” esiste, ma non descrive un nuovo diritto generalizzato.
Cosa significa davvero il “raddoppio” dei permessi
A conti fatti, la Legge 104 non prevede un raddoppio generalizzato dei permessi mensili. Il limite di tre giorni resta la regola di riferimento per l’assistenza alla singola persona con disabilità grave.
Il numero può arrivare a sei quando lo stesso lavoratore assiste più persone diverse e ricorrono le condizioni che consentono il cumulo. È una possibilità prevista dalla normativa già da tempo, non un aumento automatico introdotto nel 2026.
La differenza può sembrare sottile, ma per chi deve programmare lavoro, visite e assistenza familiare cambia parecchio. E soprattutto evita l’equivoco più comune: due caregiver per una persona non significano sei giorni; una persona che assiste due familiari diversi, invece, può arrivare a sei quando la legge consente il cumulo.
La questione, però, è un’altra: il diritto effettivo dipende dalla situazione familiare concreta e dai requisiti previsti. Per questo, prima di considerare acquisito il beneficio, occorre verificare il rapporto di parentela, la condizione di disabilità grave e le eventuali condizioni aggiuntive richieste dalla normativa.
Fonti:
- INPS – Circolare numero 211 del 31-10-1996
- INPS – Indennità per permessi fruiti dai lavoratori per assistere familiari disabili in situazione di gravità o fruiti dai lavoratori disabili
- INPS – Messaggio numero 3096 del 05-08-2022
- INPS – Permessi retribuiti 2026 per malattie gravi e invalidanti: indicazioni
- INPS – UNIEMENS: conguagli permessi legge 104 e congedi straordinari
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