CAMPI FLEGREI: NON SI PUÒ NORMALIZZARE CIÒ CHE NORMALE NON È
Ci sono territori nei quali lavorare, oggi, significa portare con sé qualcosa in più della normale fatica quotidiana.
Pozzuoli e i Campi Flegrei sono tra questi.
In queste settimane non abbiamo mai interrotto il confronto con le lavoratrici e i lavoratori del territorio, raccogliendo problemi, difficoltà e preoccupazioni.
Dopo la scossa del 31 luglio, oltre 4.000 persone sono state interessate dagli sgomberi.
Dietro questi numeri ci sono famiglie, abitazioni inagibili, sistemazioni provvisorie, spese impreviste e un’incertezza che continua a segnare la vita quotidiana di un’intera comunità.
Una comunità della quale fanno parte anche le persone che lavorano in Intesa Sanpaolo.
UNA BANCA DEL TERRITORIO DEVE SAPER LEGGERE IL TERRITORIO
L’Azienda ha annunciato un intervento importante: 100 milioni di euro a sostegno di famiglie e imprese colpite dal sisma, insieme alla possibilità di richiedere la sospensione fino a 24 mesi della quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti.
Sono misure che valutiamo positivamente e che confermano il ruolo che una grande Banca può svolgere quando un territorio attraversa una fase così difficile.
Proprio per questo riteniamo importante che siano semplici, chiare e facilmente accessibili.
In questa direzione invitiamo a valutare l’individuazione di un nucleo dedicato alla gestione delle richieste legate all’emergenza, capace di fornire indicazioni uniformi, offrire un riferimento a famiglie e imprese e supportare le strutture del territorio.
Nelle filiali, infatti, non arrivano soltanto pratiche da gestire. Arrivano le preoccupazioni di chi ha subito danni e le difficoltà economiche prodotte dal sisma.
E chi è chiamato a gestirle appartiene alla stessa comunità e può trovarsi ad affrontare, nella propria vita, gli stessi problemi di chi chiede assistenza.
Questo vale anche per chi ha responsabilità di gestione nelle filiali. In una situazione come quella che stanno vivendo i Campi Flegrei, criticità non riguardano soltanto le lavoratrici e i lavoratori, ma coinvolgono anche le direttrici, direttori e responsabili, chiamati ogni giorno a gestire difficoltà organizzative, operative e personali che derivano dallo stesso contesto.
Anche per questo è necessario mettere tutte le persone coinvolte nelle condizioni migliori per affrontare una fase che richiede attenzione, equilibrio e strumenti adeguati.
L’organizzazione del lavoro deve quindi saper tenere conto della complessità del momento e delle difficoltà concrete che questa situazione produce ogni giorno.
QUANDO L’EMERGENZA CAMBIA ANCHE IL MODO DI LAVORARE
Le conseguenze del bradisismo incidono anche sull’attività dei Global Advisor dei Campi Flegrei.
Lo spazio professionale recentemente preso in locazione a Pozzuoli, al momento, non è più utilizzabile e non è possibile sapere quando potrà tornare disponibile. Allo stesso tempo, le condizioni del territorio possono rendere difficoltosi anche gli incontri con la clientela presso il domicilio per la presenza di numerose abitazioni inagibili.
A queste criticità si aggiungono quelle legate alla mobilità.
Le interruzioni che hanno interessato importanti collegamenti ferroviari e il ricorso ai servizi sostitutivi hanno reso più complessi gli spostamenti tra Pozzuoli, i Campi Flegrei e Napoli, incidendo sui tempi necessari per raggiungere i luoghi di lavoro e gli appuntamenti con la clientela.
Non sono difficoltà riconducibili alle scelte individuali. È il contesto che sta modificando concretamente le condizioni nelle quali il lavoro può essere svolto.
Chiediamo quindi all’Azienda di valutare, insieme alle persone interessate, soluzioni funzionali e compatibili con le diverse attività, tenendo conto delle difficoltà negli spostamenti e nella raggiungibilità dei luoghi di lavoro finché permarranno tali condizioni.
LA SOLIDARIETÀ NON PUÒ AVERE DUE MISURE
L’Azienda ha previsto, per il personale che ha subito danni, la possibilità di richiedere in via eccezionale un finanziamento a condizioni agevolate.
È una misura positiva.
Ma un finanziamento, anche se agevolato, resta un finanziamento.
Diversa è la funzione solidaristica della Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico.
In occasione di altre calamità, la Fondazione ha attivato iniziative specifiche a sostegno delle persone del Gruppo che avevano subito danni o gravi disagi: per l’alluvione delle Marche del 2022, per quella che colpì Emilia-Romagna e Marche nel maggio 2023 e per l’alluvione della Toscana del novembre 2023.
Riteniamo che lo stesso principio debba valere anche per i Campi Flegrei.
Ad oggi non ci risulta che un’analoga iniziativa sia stata comunicata alle persone interessate.
Chiediamo quindi che venga valutata l’attivazione dello stesso strumento già utilizzato in occasione di altre calamità e che, qualora attivato, ne venga data adeguata informazione.
NON SI PUÒ NORMALIZZARE CIÒ CHE NORMALE NON È
Un’emergenza lunga porta con sé un rischio: diventare abitudine per chi la osserva da lontano.
Una nuova scossa fa notizia. Poi passano i giorni e diminuisce l’attenzione.
Ma l’assuefazione non rende l’emergenza meno grave.
Migliaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni, difficoltà negli spostamenti, danni, disagi e incertezza non possono essere considerati normalità.
E non può essere considerato anomalo che, in una situazione così complessa, le lavoratrici e i lavoratori sentano la necessità di rivolgersi alla propria Organizzazione Sindacale.
Il sindacato non è un’alternativa alle strutture aziendali e non è un concorrente. Il suo compito è rappresentare e tutelare.
Quando più persone avvertono la necessità di rivolgersi al sindacato, la questione non è chiedersi perché lo abbiano fatto, ma comprendere quale problema le abbia portate a farlo.
È questo il senso delle nostre richieste.
Non chiediamo eccezioni. Chiediamo che alla straordinarietà dei Campi Flegrei corrispondano risposte coerenti, concrete e all’altezza della situazione.
Napoli, 05.09.2026
I Coordinatori delle RSA FISAC CGIL Intesa Sanpaolo di Napoli e Provincia
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