Ascolta l’articolo
Il richiamo della politica “attiva” è sempre vivo (e probabilmente foriero di future candidature), ma ora come ora l’attenzione di Tommaso Razzolini, 35enne di Valdobbiadene, già consigliere regionale di Fratelli d’Italia e con alle spalle anche un’esperienza a Bruxelles, è tutta focalizzata sul nuovo incarico di presidente del CoReCom Veneto (Comitato regionale per le comunicazioni del Veneto), organo funzionale dell’Agcom e organismo di supporto alla Giunta e Consiglio regionale.
Abbiamo fatto una chiacchierata con lui per fare il punto su questo suo nuovo ruolo di garanzia, a cui nei giorni scorsi si è aggiunta anche la delega ai Rapporti con le Istituzioni ed Enti (sempre in ambito CoReCom).
Tommaso Razzolini, che cos’è esattamente il CoReCom e di cosa si occupa?
Il Corecom è il Comitato regionale per le comunicazioni e si occupa sia di materie interne, quindi delegate dal Consiglio regionale, che di altre esterne delegate dall’Agcom, dell’Agenzia Italiana della Comunicazione.
In parte il CoReCom dà una mano ai cittadini, nel senso che se un cittadino ha problemi con le compagnie telefoniche e ha bisogno di un aiuto perché secondo lui c’è stata un’ingiustizia, può in maniera gratuita contattare il CoReCom, che a quel punto può intervenire e fare da mediatore tra il cittadino stesso e la compagnia telefonica, che poi spesso è seguita dai propri avvocati, per cercare di sistemare queste beghe senza fare ricorso ad avvocati o tribunali, quindi anche evitando di intasare ulteriormente uffici e tribunali.
Nello scorso mandato sono pervenute 23 mila richieste da parte di cittadini per un valore di 5 milioni e mezzo di euro tornati nelle tasche dei Veneti, mentre nel 2025 questo dato è stato intorno ai 550 mila euro.
Oltre a questo il CoReCom si occupa di par condicio, quindi nei momenti di campagna elettorale segue le trasmissioni, puntualizza e fa controllo sul fatto che tutti quanti i partiti politici, i soggetti politici, i candidati abbiano lo stesso spazio nelle varie trasmissioni di competenza del CoReCom, quindi all’interno
della regione Veneto.
E fa anche una media education, una competenza questa abbastanza nuova perché è collegata con il mondo dei social e con l’evoluzione anche oggi dell’intelligenza artificiale e tutto quello che ne deriva. Ovvero segue anche e fa educazione con i più giovani. L’altro giorno eravamo in Agenzia delle Entrate dove a fare educazione erano i genitori di questi giovani, perché poi è giusto anche dare una comunicazione sia da una
parte che dall’altra, perché comunque poi il giovane risponde alla famiglia e quindi all’educazione che i genitori vogliono dargli.
E quindi questo è un lavoro che bisogna fare e su cui vorrei investire molto avendo una copertura molto ampia su tutte e sette le province di questa regione, soprattutto anche nelle scuole.
Quali sono dunque le prime sfide che vuole affrontare in questo nuovo incarico? Ha citato di recente l’enciclica di Papa Leone sul tema proprio dell’educazione digitale: cosa ci dice su questo?
“Io credo che ci sia veramente da creare e da fare tanto su questo, nel senso che oggi bisogna puntare a creare quell’educazione, quella responsabilità e quella consapevolezza da parte dei giovani su larga scala. Bisogna agire in maniera massiva, quindi andare a parlare con più giovani, con più persone per dar loro la cognizione e far capire i rischi che ci possono essere e le varie situazioni a cui si può andare incontro.
Quindi, per far questo, bisogna prima di tutto cercare di essere abbastanza, di lavorare sulla massa e quindi coprire il più possibile il territorio. Poi ovviamente dopo, quando si inizia e si fa questo passaggio, magari si può pensare a crescere e anche entrare un po’ più sugli aspetti più tecnici e più importanti. Però credo che oggi l’obiettivo sia quello di fare i primi due scalini su questo: quindi fare una bella educazione, possibilmente nelle scuole (stiamo anche collaborando con le università, con quella di Padova ad esempio, ma anche Verona so che collaborava), per proseguire su questa strada e per fare in maniera che ci sia veramente un interesse da parte loro e che ci siano aiuto e collaborazione, visto che comunque l’università è l’istituzione della ricerca e noi, in Veneto, ne abbiamo diversi atenei di alto livello”.
Ok la prevenzione, ma secondo lei servirebbero anche dei limiti di legge, ad esempio per l’accesso ai social da parte dei minori?
“Questa è una competenza del legislatore nazionale, ma secondo me sicuramente bisogna fare attenzione. Intanto credo che troppo spesso si leggano commenti e cattiverie di gente che non ha neanche un nome, un cognome e una foto profilo, quindi forse andrebbe anche un po’ chiarito anche il fatto di chi possa accedere oggi ai social.
Perché vediamo che, sempre più, la comunicazione che si ha nei social riesce anche a influenzare il voto piuttosto che altre situazioni, quindi sicuramente sui social e sul discorso dell’età di chi vi accede c’è da fare un lavoro.
Anche perché, chi oggi utilizza sempre più i social, ha sicuramente dei cali di attenzione. Ripeto, questo deve farlo il legislatore, ma qualche intervento calibrato sarebbe a mio avviso utile. Ovvio poi che questa è la prima generazione che si confronta con questa nuova realtà dei social: quando ero piccolo non c’erano, il tutto è venuto fuori quando ero già nella fase adolescenziale, quindi oggi i genitori che sono lì, che vedono i
loro figli con i telefoni, con gli smartphone, nei social, è ovvio che si trovino ad affrontare una materia nuova e sconosciuta”.
Pochi giorni fa a Mestre avete definito la rotta per gli interventi futuri: quali mosse farete per garantire soprattutto la pluralità dell’informazione?
“Continueremo con il controllo come abbiamo sempre fatto, mantenendo una elevata quantità di monitoraggio delle varie trasmissioni e non solo anche come orario per il rispetto della par condicio, in modo da garantire il più possibile la pluralità dell’informazione televisiva a livello regionale.
Vorrei anche fissare a breve un incontro con i soggetti coinvolti, quindi in particolare radio e televisioni, per cercare di fare squadra e creare sinergie.
Comunque l’obiettivo finale è mantenere i risultati che già il precedente Comitato ha garantito, perché anche a livello nazionale la coordinatrice, che saluto e ringrazio, mi ha detto il Veneto si è sempre comportato
bene e i risultati sono sempre stati positivi. Quindi già mantenere il lavoro fatto e portare a casa i risultati già acquisiti sarebbe già molto positivo.
Poi vorrei veramente cercare di fare un bel lavoro sull’uso dei social, sull’educazione digitale e più in generale sulla comunicazione per i giovani, questo assolutamente sì”.
Ha appena acquisito anche la delega ai Rapporti con le Istituzioni ed Enti nazionali: di cosa si occuperà nello specifico?
“Questa è una delega di coordinamento, da ‘pontiere’ diciamo. Quando magari serve un appuntamento a livello nazionale per affrontare determinati temi, di recente è capitato per un appuntamento con il ministro Urso, poiché comunque il MIMIT è il ministero che si occupa di radiodiffusione, abbiamo procurato l’appuntamento e favorito il dialogo con il ministro, che si è dimostrato anche molto disponibile.
Adesso dovremo far partire un tavolo a livello nazionale, con tutti i presidenti di CoReCom regionali al ministero, proprio per cercare di portare avanti questa istanza. L’altro giorno mi è arrivata un’altra chiamata per cercare di fissare un altro appuntamento sempre a livello governativo e lo faremo, quindi probabilmente anche la mia storia personale e politica mi ha portato ad avere buoni rapporti che oggi metto a disposizione del CoReCom e questo è positivo perché si fa squadra insieme”.
A proposito, che rapporto ha con il presidente Stefani?
“Abbiamo un bel rapporto, Alberto credo che sia una persona che ci mette tanto impegno e passione in quello che fa e quindi assolutamente gli auguro un buon lavoro”.
Lei è già stato consigliere regionale: le manca un po’ la politica attiva?
Sicuramente sì, questo è il mio ventesimo anno di impegno politico attivo perché tutto è iniziato il 2 dicembre 2006. Dopo ovviamente, avendo avuto ruoli in Comune, Provincia e Regione, non posso negare che un po’ mi manchi l’azione diretta e la passione che la muove, però non escludo un ritorno futuro anche se oggi sono totalmente concentrato sul mio ruolo di presidente del CoReCom. Ma certo, se in futuro mi venisse proposto qualcosa, non scarterei a priori nessuna ipotesi. Il richiamo e la passione restano intatti”.
“Tornando invece al mio ruolo nel CoReCom volevo infine aggiungere che, una bella cosa che facciamo e che è anche poco conosciuta, è di offrire la possibilità alle associazioni no profit del territorio regionale di avere uno spazio il sabato mattina su Rai3, con un video di 5 minuti che verrà messo in onda negli orari disponibili in cui il presidente può raccontare l’attività del sodalizio per far sì che i veneti vedano cosa offre il nostro territorio, valorizzando al tempo stesso il lavoro di tanti volontari che ogni giorno si danno da fare. Tutte le informazioni su questa opportunità che offriamo si trovano comunque sul sito del CoReCom”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




