Uil Fp chiede la revoca della procedura per tre posti nella Uoc Professioni sanitarie. Cisl Fp difende il regolamento sulla mobilità interna.
L’AQUILA – È scontro sindacale sulla mobilità interna alla Asl 1 Abruzzo. Al centro del confronto c’è l’avviso pubblicato il 2 settembre, che introduce procedure basate su requisiti, punteggi, commissione e graduatoria. Uil Fp e Cisl Fp esprimono valutazioni nettamente differenti: la prima contesta in particolare tre posti previsti nella Uoc Professioni sanitarie e chiede la revoca della relativa deliberazione; la seconda rivendica l’introduzione di regole per la mobilità interna e invita l’Azienda a proseguire lungo questa strada.
La Uil Fp Abruzzo, attraverso il segretario generale Antonio Ginnetti e il coordinatore territoriale dell’Aquila Claudio Incorvati, esprime “la massima indignazione” in merito all’avviso di mobilità ordinaria indetto con la deliberazione n. 2240/26 del 2 settembre.
“L’inserimento nel bando per la mobilità di 3 posti nella Uoc Professioni sanitarie appare irrazionale ed ingiustificato, perché distoglie personale infermieristico dai reparti ospedalieri, già in grande sofferenza, invece di avvalersi del personale amministrativo preposto proprio a tale attività. Inoltre, alimenta da parte dei lavoratori sospetti che tale procedura sia propedeutica ad attribuire, in una fase successiva, a soggetti incardinati in una struttura direzionale di così alto profilo, funzioni di coordinamento”, sostengono Ginnetti e Incorvati.
La Uil collega la contestazione anche alla questione degli incarichi di funzione. “La Asl1 detiene l’amaro ed inaccettabile primato di essere l’unica azienda sanitaria dell’intera regione a non aver ancora attribuito gli incarichi di funzione, disattendendo non solo il Ccnl e le leggi nazionali ma anche il proprio atto aziendale – aggiungono – Un ritardo grave che mortifica centinaia di professionisti dell’azienda, sanitari ed amministrativi, che hanno conseguito lauree magistrali e master universitari, vedendosi negata ogni possibilità di riconoscimento professionale, mentre al contempo i reparti ospedalieri versano in un’intollerabile carenza di coordinatori e capisala titolari di incarico”.
Da qui l’appello all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, alla quale viene chiesto “di non restare spettatrice passiva di fronte a quanto sta accadendo all’Aquila. La Regione Abruzzo ha il dovere politico ed istituzionale di esercitare i propri poteri di vigilanza, controllo ed indirizzo sulle aziende sanitarie del territorio. Non è possibile accettare che la Asl 1 continui a viaggiare in totale controtendenza rispetto alle altre Asl abruzzesi, ignorando i contratti nazionali ed non valorizzando le professionalità interne”.
“Chiediamo all’assessore Verì – spiegano ancora i rappresentanti della Uil – un intervento tempestivo e risolutivo per ripristinare il rispetto delle regole: la dIrezione generale va sollecitata con fermezza all’immediata applicazione degli incarichi di funzione e al blocco di procedure bizzarre che rischiano di sottrarre risorse preziose all’assistenza nei reparti”.
La Uil Fp diffida quindi formalmente la Asl 1 a revocare in autotutela la deliberazione n. 2240/26 relativamente ai posti per la Uoc Professioni sanitarie e ad avviare le procedure selettive per gli incarichi di funzione. Il sindacato aggiunge che, “in assenza di un immediato riscontro e di un intervento risolutivo da parte degli organi regionali, si riserva di porre in essere ogni più utile iniziativa a tutela dei diritti di tutti i lavoratori, non escluso il ricorso all’autorità giudiziaria, alla luce di voci sempre più insistenti negli ambienti Asl circa i nominativi, già individuati, dei tre infermieri destinati a ricoprire i tre posti nella Uoc delle Professioni sanitarie a procedura ancora in corso”. Si tratta, come emerge dallo stesso comunicato, di una contestazione e di circostanze riferite dalla Uil Fp, non di fatti verificati autonomamente.
Di segno diverso la posizione della Cisl Funzione Pubblica Abruzzo Molise, che considera invece l’introduzione di un regolamento sulla mobilità interna un risultato da difendere. Secondo il sindacato, la mobilità nella sanità pubblica deve essere governata da “regole chiare, criteri trasparenti e pari opportunità per tutto il personale”. La Cisl rivendica di avere chiesto e sostenuto l’introduzione del regolamento e sottolinea che l’avviso del 2 settembre prevede criteri di selezione anche per posizioni di supporto alla Direzione e ai vertici aziendali.
“Il Regolamento sulla mobilità interna è una richiesta che la CISL FP ha posto con forza e che abbiamo sostenuto perché convinti che, nella pubblica amministrazione, le opportunità debbano essere governate da regole uguali e verificabili – dichiara Vincenzo Mennucci, Segretario Generale CISL FP Abruzzo Molise –. Per questo sosteniamo il lavoro sin qui fatto dalla ASL 1 sul piano della trasparenza e della tutela dei servizi. Quando un’Amministrazione recepisce e traduce in atti una richiesta che il sindacato ha portato avanti, è giusto riconoscerlo. Ma altrettanto giusto è chiedere che il percorso prosegua senza arretramenti e che le regole siano applicate in modo coerente e uniforme”.
Per la Cisl, dunque, il confronto sindacale resta legittimo, ma non dovrebbe portare a rimettere in discussione un sistema che, nella valutazione dell’organizzazione, riduce gli spazi di discrezionalità e offre maggiori garanzie ai lavoratori.
Un punto di convergenza tra le due organizzazioni emerge invece sulla necessità di intervenire sugli incarichi di funzione. Anche la Cisl chiede infatti di superare i ritardi e di procedere attraverso criteri chiari e procedure trasparenti.
“Abbiamo chiesto da tempo che anche sugli incarichi di funzione si arrivi a un punto di svolta – prosegue Mennucci –. La valorizzazione delle professionalità non può rimanere una dichiarazione di principio: deve tradursi in procedure, opportunità e riconoscimento delle responsabilità. Per questo continueremo a chiedere all’Azienda di dare seguito a questa richiesta e di completare il percorso”.
Sulla mobilità interna, invece, le posizioni restano distanti: da una parte la richiesta della Uil Fp di bloccare la procedura relativa ai tre posti nella Uoc Professioni sanitarie, dall’altra la Cisl Fp che difende il sistema introdotto e chiede che le nuove regole siano applicate in maniera coerente e uniforme.
La Fials: “La trasparenza non è a rischio”
Sul confronto interviene anche la Fials L’Aquila, che prende posizione contro le contestazioni avanzate dalla Uil Fp e difende la procedura avviata dalla Asl 1. Secondo il sindacato, l’avviso riguarda tre professionalità destinate a fornire supporto tecnico alla governance aziendale e sarebbe fondato su regole definite e condivise preventivamente con le organizzazioni sindacali.
“Qui — sottolineano il Segretario Generale Marcello Ferretti e i Vice Segretari Salvatore Placidi e Marco Rossi — siamo di fronte a un cortocircuito logico inaccettabile. Si agita lo spettro della trasparenza proprio mentre questa viene blindata e posta al centro inderogabile delle relazioni sindacali e dell’azione amministrativa”.
La Fials precisa che, nella propria valutazione, “non si tratta di incarichi manageriali o di nomine fiduciarie a capo di strutture” e che gli eventuali ruoli di responsabilità dovranno seguire le procedure previste dalla disciplina contrattuale. “Dunque, quale sarebbe l’operazione autoreferenziale? — attaccano i vertici sindacali — La verità è che si definisce un percorso trasparente, si pubblicano avvisi e si offre a una platea di professionisti pari opportunità di partecipazione”.
Il sindacato contrappone inoltre l’attuale sistema alle modalità utilizzate in passato: “Quando in passato le assegnazioni e i movimenti venivano calati dall’alto tramite semplici ordini di servizio, dove alloggiavano i paladini della trasparenza di oggi? Non vogliamo criminalizzare nessuno, ma il dato storico è inconfutabile: la discrezionalità degli ordini di servizio e la gestione opaca delle mobilità lasciavano margini di arbitrio immensamente più ampi rispetto a un bando pubblico fondato su criteri preventivi”.
La Fials rivendica quindi il principio “Regole prima delle persone, criteri prima delle scelte, procedure prima delle assegnazioni”, richiamando la definizione di sette regolamenti aziendali negoziati nella contrattazione decentrata, dai buoni pasto alla banca delle ore fino alle mobilità.
Infine Ferretti, Placidi e Rossi lanciano una sfida a chi contesta il nuovo sistema: “Se qualcuno sostiene che la trasparenza sia diminuita, lo dimostri carte alla mano. Si spieghi come venivano gestite le mobilità in passato, quali criteri preventivi esistessero e quale fosse la tracciabilità delle decisioni. È facile invocare la trasparenza a parole; ben più difficile è accettare che oggi esistano presidi di legalità che prima venivano accuratamente evitati”.
“La trasparenza non si proclama con i comunicati: si edifica con i regolamenti e con i fatti. E noi intendiamo andare avanti su questa strada, sostituendo l’arbitrio con le regole e le corsie preferenziali con i diritti di tutti”, conclude la Fials.
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